Catapultati nel traffico di Atene, più mediorientale che europeo a giudicare dai motociclisti che passano col rosso e senza casco, oltre che dall'età di certi catorci che impestano l'aria obbligando a ricorrere al ricircolo, ci ritroviamo alla guida della Spark, la nuova piccola Chevrolet che raccoglierà presto l'eredità ? piuttosto pesante e impegnativa, visto il suo successo di questi anni - della Matiz (la cui produzione è cessata, ma che resterà in vendita fino al prossimo giugno).

Prima impressione: ok, non sarà "classica" nella carrozzeria come la progenitrice uscita dalla matita di Giugiaro un decennio fa, ma è bella e davvero fatta bene e il salto di qualità si percepisce immediatamente. Soprattutto vista da dentro. Al volante si sta comodi (solo le versioni base non hanno il piantone regolabile in altezza) e davanti agli occhi spicca l'originale strumentazione "motociclistica" (per una volta, l'aggettivo è calzante), fatta di tachimetro tondo e display rettangolare lcd per contagiri, spie e trip computer.

Per il primo giro, scegliamo una Spark 1.2. In autostrada tra l'aeroporto e la capitale, con tratti in salita, pare che i suoi 81 CV si nascondano bene. Ci troviamo col tachimetro inchiodato a 120 km/h e sembra che non ce ne sia molto di più. Non troppo rumorosa, vibrazioni nella norma, la Spark affronta il breve viaggio senza grossi problemi. A bordo si sta bene e tutti i comandi sono a portata di mano: l'autoradio, per esempio, è ben integrata nella plancia e ha pure i tasti riportati al volante e le prese Aux e Usb; dispiace solo che abbia una sonorità poco esaltante, a causa degli altoparlanti modesti. Insomma, l'abitacolo non è il posto ideale per godersi un concerto dal vivo, ma appena si scende di velocità e si può abbassare il volume, va decisamente meglio.

In città la Spark è agile e scattante quanto basta, e pure confortevole sull'asfalto non proprio perfetto della città. Tutto bene anche per quanto riguarda i tre posti dietro, onesti e nella media delle concorrenti. Il bagagliaio, infine, è piuttosto piccolo, ma i suoi 170 litri sono sufficienti per un paio di valigie da weekend. Se poi serve più spazio, si ribalta il divanetto, frazionato come di consueto.

Secondo giro con la "mille", da 68 cavalli. Un quattro cilindri poco adatto ai lunghi viaggi, ma che in ogni caso, finché si resta in città, non fa rimpiangere eccessivamente il "milledue".

Le rivali della Spark, sui tre metri e mezzo o poco più e con cinque porte, si chiamano Hyundai i10, Suzuki Alto, Nissan Pixo e Fiat Panda. Chi ha fatto il prezzo della Spark, alla Chevrolet, assicura risparmi del 9-10% rispetto a queste concorrenti, a parità di optional, ma la 1.2 che abbiamo guidato, la LS, a 11.450 euro, non è proprio regalata. Su tutte è disponibile l'impianto a Gpl, al prezzo di 2.000 euro, pari agli incentivi statali.

Andrea Sansovini