A Stoccarda arriva una Suv a trazione posteriore dalla chiara vocazione urbana, equipaggiata con un inedito turbodiesel da 143 CV. È dotata di un assetto ribassato di 20 mm e gommatura generosa da 19" addirittura 20 con l'allestimento Premium. Stiamo parlando della Mercedes GLK 200 CDI, che promette di cavarsela bene sull'asfalto, consentendo di risparmiare qualcosa anche in termini di consumi senza però dover rinunciare al piacere di guida.

Buon motore. Sebbene disponga di una trentina di CV in meno rispetto alla 220 CDI, la 200 non sembra soffrire complessi nei confronti della sorella maggiore. Di certo, non è altrettanto elastica e brillante: nello "0-100" è più lenta di quasi un paio di secondi (10,3 dichiarati). E deve accontentarsi del sei marce manuale, che non mostra particolari limiti, ma non vanta certo la stessa efficacia del 7G-tronic (disponibile a richiesta) quando c'è bisogno di riprendere velocemente. Nel traffico urbano la nostra GLK mette in campo una notevole agilità, complice la trazione posteriore, ma anche la leggerezza dello sterzo e la discreta visibilità.

Più asfalto. La GLK riesce a disimpegnarsi bene in ogni situazione urbana, ma anche fuori città non se la cava male. Solo quando il fondo si fa più insidioso, si avverte una diversità di comportamento rispetto alle altre GLK a quattro ruote motrici. La sicurezza, comunque, è sempre garantita dall'elettronica, che compensa anche l'assenza della trazione integrale. Non basta, però, quando si lascia l'asfalto per la terra o, peggio, per fondi sconnessi o addirittura innevati. In questi casi bisogna mettere in preventivo un treno di gomme invernali di scorta e, magari, richiedere il pacchetto Offroader (disponibile senza sovrapprezzo), che comprende i cerchi da 17", oltre a uno speciale rivestimento in sintetico per la protezione dei paraurti.