La buona novella arriva dopo alcuni chilometri. La Mitsubishi Outlander Phev (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) continua a marciare di buona lena in modalità elettrica. Nell'abitacolo filtrano solo minimi fruscii aerodinamici e un po' di rotolamento. Una pacchia. È vero, viaggiamo con un filo di gas, ma in autostrada, sui 100-110. Chiaro, la carica delle batterie tende inevitabilmente a calare, lo vediamo sul display, però il 2.0 a benzina da 121 CV e 190 Nm interviene solo se chiediamo molta potenza, per un sorpasso o un celere cambio di corsia. In questo caso, l'ingresso del "termico" avviene in modo rapido, e si raggiunge subito un elevato numero di giri, con un effetto trascinamento che ricorda quello dei Cvt (anche se qui il cambio non c'è). Se si guida col piede leggero, l'indicatore della potenza - che sulla "Phev" è lo strumento principale - si muove solo nella fascia "Eco", e scende in quella di ricarica se solleviamo il piede destro o freniamo (a proposito, il pedale ha corsa molto corta, però si gestisce piuttosto bene). La frenata rigenerativa si attiva anche agendo sui paddle al volante, che non sono "strumenti" sportivi, ma ulteriori "operatori" di questo sistema complesso. Così si può guidare in certi tratti quasi senza usare il freno. Su percorso misto, città e medio-veloce, siamo riusciti a coprire in elettrico quasi 30 chilometri. In città e a bassa velocità, dunque, si potrà fare meglio, avvicinandosi, magari, ai 52 chilometri di percorrenza "elettrica" dichiarati dalla Mitsubishi.
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Ricarica a richiesta. La marcia procede in modo regolare ed estremamente fluido, e dopo un po' premiamo il testo "charge" sul tunnel. Così, grazie al motore termico, si attiva il generatore e si ricaricano le batterie. Da sfruttare, per esempio, quando il livello di energia è basso, oppure quando non ci si può appoggiare alla rete esterna. Lo sottolinea un rumore di fondo: il livello delle batterie agli ioni di litio, posizionate al centro, sotto il pianale, inizia lentamente a risalire, di pari passo con l'autonomia in EV mode. Da fermi, in meno di 40 minuti si può ripristinare l'80 per cento delle batterie. Ma al volante, entra in gioco lo stile di guida e il tipo di percorso: incontrando un po' di salita, come è capitato a noi, il motore termico è impegnato a spingere, e dunque in quel lasso di tempo è stato possibile rinnovare circa la metà dell'autonomia "elettrica". Così facendo, però, salgono i consumi di carburante, seppur restando, come recita il display, su soglie piuttosto contenute: si va dai 2,5-3 litri per 100 chilometri nel caso più favorevole, ai 6,8 litri se il percorso è impegnativo. Nel nostro test siamo arrivati anche agli 8,5 l/100 km, ma il valore più ricorrente è stato nell'ordine dei 6 l/100 km.
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