Gli incidenti stradali sono sempre un tema al centro del dibattito pubblico, ancor più in occasione di sinistri di una certa gravità. Spesso e volentieri, l’attenzione sale in caso di abuso di alcool e sostanza stupefacenti, ma c’è un tema che andrebbe approfondito, soprattutto ora che sono stati diffusi i dati sull'incidentalità del 2022 (+9,9% i decessi, +9,2% i feriti e +9,2% i sinistri totali) in un periodo caratterizzato dagli spostamenti dell’esodo estivo: da anni, infatti, la Polizia raccomanda agli automobilisti di controllare non solo l’efficienza di auto o pneumatici, ma anche la propria condizione fisica. Ed è proprio lo stato di salute dei conducenti che dovrebbe essere sottoposto a un check-up completo. Come ci rivela Aldo Ferrara, docente di malattie respiratorie all’Università di Siena, mancano studi approfonditi sui malori al volante nonostante il 25% degli incidenti sia legato a fattori umani, come, per l’appunto, le malattie.
Il panorama. Ferrara si occupa da 35 anni della salute degli automobilisti e in base alla sua esperienza dipinge un quadro negativo, parlando di "un’Italia malata che guida: ci sono persone che non dovrebbero mettersi al volante, perché magari assumono dei farmaci con delle specifiche controindicazioni". A tal proposito, basterebbe includere "anamnesi complete" nelle procedure di rinnovo della patente e non limitarsi al ricorso di una commissione medica solo per chi ha più di 85 anni. "Si guarda all’alcool o alle droghe, ma non allo stato di salute complessivo dei conducenti", rimarca Ferrara, citando alcune malattie come l’epilessia, particolarmente pericolosa perché del tutto imprevedibile. Inoltre, molti anziani con meno di 85 anni "non ammettono patologie come il glaucoma o la cataratta" e ci sono anche automobilisti che "assumono psicofarmaci"; perfino il cortisone, spesso usato contro le allergie, sarebbe da evitare per l’effetto eccitante: "chi lo prende, guidi il giorno dopo", è il consiglio di Ferrara.
Case e assicurazioni. Il tema non riscuote attenzione ai massimi livelli istituzionali, sembra trovare resistenze tra le compagnie assicurative e scarso l’interesse tra le Case: "I costruttori spendono più per accessori inutili e non per dispositivi che potrebbero prevenire alcuni malori, magari temporanei. E, in alcuni casi, andrebbero resi di serie", avverte Ferrara. Detto questo, il consiglio da seguire è sempre lo stesso: prima di mettersi il volante non bisogna solo verificare l’efficienza del veicolo, ma anche, se non soprattutto, il proprio stato di salute: il detto "prevenire è meglio che curare" vale sempre, soprattutto quando il traffico è intenso e il rischio di incidenti aumenta.
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it