La moda di riprendersi con lo smartphone alla guida viaggiando in auto a velocità elevate si diffonde anche fra le persone mature, incluse quelle che dovrebbero essere di esempio: è il caso del ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu, che si è prima filmato mentre “volava” a 225 km/h col limite di 140 sull’autostrada Ankara-Nigde, e poi ha persino pubblicato il filmato sui social. Proprio così, come un adolescente. Visionate le immagini, in cui il tachimetro è la prova dell’infrazione, le autorità hanno appioppato una multa di 9.267 lire turche (circa 195 euro) al titolare del dicastero. Che, fra l’altro, era al volante mentre ascoltava musica folk mischiata con estratti di un discorso del presidente Recep Tayyip Erdogan sulle infrastrutture governative. Sommerso da critiche nelle varie piattaforme online, Uraloglu ha condiviso la foto del verbale, scusandosi e promettendo di non ripetere la violazione.
Il caso italiano (diverso). Negli ultimi giorni, stavolta in Italia, un altro polverone ha riguardato Vittorio Codeluppi, presidente della Società Acqua Lodigiana. Il top manager dell'azienda pubblica si è ripreso con lo smartphone mentre il 15 agosto spingeva la sua Porsche a 260 km/h su un tratto delle autostrade tedesche senza limite di velocità, per poi pubblicare tutto nei social. L’autore del filmato sostiene di aver utilizzato in modo corretto il cellulare, appeso al collo, e non in mano.
È meglio saperlo. Senza voler fare la morale a nessuno, pare opportuno fornire un paio di informazioni per stare alla larga dai guai. In Italia, il Codice della strada vieta di guidare impugnando il telefonino. Il principio ispiratore, tuttavia, è che non si debba mai mettere in pericolo la sicurezza: altrimenti, se le Forze dell’ordine valutano che un certo comportamento rappresenta un rischio, possono sanzionare il conducente. In quanto alle autostrade tedesche, grosso modo un quarto delle Autobahn ha limiti indicati da cartelli, mentre molti tratti presentano solo la velocità consigliata di 130 km/h. Occhio, però: chi, superando quel tetto suggerito, provoca un incidente può essere ritenuto in parte o del tutto responsabile dei danni sotto il profilo civile e penale.
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