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F.1, GP Ungheria
Hamilton batte Verstappen all'Hungaroring

F.1, GP Ungheria
Hamilton batte Verstappen all'Hungaroring
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Lewis Hamilton ha vinto il Gran Premio d'Ungheria, dodicesima prova del Mondiale, mettendo una seria ipoteca sul suo sesto titolo iridato nella giornata in cui il suo diretto rivale, Valtteri Bottas, non è andato oltre l'ottavo posto. Hamilton ha battuto la concorrenza agguerrita di Max Verstappen, leader della gara fino a tre giri dalla fine, quando l'inglese della Mercedes ha sfruttato le sue gomme più fresche per sopravanzare l'olandese della Red Bull. Sale sul podio anche Sebastian Vettel, autore di un bel sorpasso su Charles Leclerc al penultimo giro della corsa.

Una grande vittoria per le Frecce d’argento. Cercavano il riscatto e lo hanno ottenuto con un lavoro di squadra davvero superbo. Quando Verstappen e Hamilton si sono ritrovati ad armi pari, l'olandese ha avuto la meglio ed è riuscito a difendersi con il coltello tra i denti, con l'inglese ha chiesto al team una mano sotto il profilo strategico per tentare di capovolgere il risultato finale. Gli strateghi della Mercedes hanno così scelto di richiamare Lewis ai box, montare le gomme medie e provare il colpaccio, riuscito solo grazie al ritmo indiavolato che ha tenuto Hamilton negli ultimi 20 giri, che gli ha permesso di recuperare oltre venti secondi di svantaggio. Una volta recuperato il tempo perso in fase di pit-stop, Hamilton ha avuto vita facile nel superare Verstappen, ormai in crisi con le sue gomme, andando così a vincere per la settima volta all'Hungaroring: mai nessuno come lui.

Ferrari nel ruolo di comparsa. Terza e quarta posizione finale per Sebastian Vettel e Charles Leclerc al Gran Premio d'Ungheria. La SF90, però, ha confermato di soffrire maledettamente il circuito di Budapest e chiudere a 60 secondi dal vincitore (che ha anche fatto un pit-stop in più) è qualcosa che farà certamente riflettere tutto il team di Maranello. L'unico sussulto che ha regalato la Rossa oggi è arrivato al penultimo giro, quando Sebastian Vettel ha raggiunto e superato - di forza e senza sconti - il suo compagno di squadra, conquistando la terza posizione finale.

McLaren in risalita. Solita gara coriacea da parte di Carlos Sainz che, ancora una volta, è stato il "primo degli altri". Lo spagnolo della McLaren è riuscito a portare la sua MCL34 in quinta posizione, precedendo l'altra Red Bull di Pierre Gasly. Il francese avrà un'estate di fuoco e dovrà convincere il suo team che può fare decisamente meglio rispetto a quel che ha portato a casa nella prima metà di questa stagione. La McLaren completa l'opera con il nono posto di Norris, ancora una volta in grado di lottare per la top ten, nonostante una gara molto difficile per lui.

Gli altri piloti a punti. L'Alfa Romeo Racing conquista un altro piazzamento a punti, grazie a Kimi Raikkonen. Sfortunato Giovinazzi, che ha danneggiato il fondo nel corso dei primi giri della gara e ha chiuso in penultima posizione. Valtteri Bottas ha tagliato il traguardo in ottava posizione: dopo il contatto al via con Charles Leclerc, che gli ha danneggiato l'ala anteriore, il finlandese della Mercedes non ha avuto più il passo giusto per lottare contro i suoi avversari e ha continuato ad attirare a sé le voci di una possibile separazione dalla squadra alla fine dell'anno.

Così in campionato. Con i suoi 250 punti, Lewis Hamilton è leader incontrastato della classifica piloti e stacca nettamente il suo compagno di squadra, che di punti ne ha 188. Max Verstappen consolida il suo terzo posto con 181 punti, mentre Vettel è quarto con 155 punti. Nel campionato costruttori, la Mercedes controlla con 438 punti, mentre s'infiamma la lotta tra Ferrari e Red Bull Racing, divise da soli 44 punti. La McLaren è quarta e sembra avere grandi possibilità di chiudere così alla fine dell'anno. La Scuderia Toro Rosso si godrà la pausa estiva con il quinto posto in tasca, con quattro punti di vantaggio sulla Renault e nove sull'Alfa Romeo.

Guarda la classifica finale del GP di Ungheria

COMMENTI

  • Ho letto di grossi problemi alla PU Ferrari. In breve, a causa degli ormai cronici problemi di surriscaldamento dovuti alla conformazione aerodinamica troppo spinta (al retrotreno), usano poco la parte ibrida e spingono troppo quella termica, con pessimi risultati nei consumi. Oltre alla conformazione troppo scarica che la rende impresentabile nei circuiti lenti. Mi sembra di essere tornati al 2014 dove il povero Marmorini, poi cacciato, venne costretto dagli aerodinamici a sviluppare un propulsore ultracompatto perché "l'aerodinamica avrebbe dominato ancora di più la scena tecnica". I risultati li abbiamo visti. Se non sbaglio, la SF90 è la monoposto di tutto il lotto che è migliorata meno rispetto al 2018. E ci hanno pure preso il nome per la loro prima ibrida stradale. Fenomeni.
  • Cazzarola se viaggia la Ferrari
  • Si Vin è vero quello che dici, ma a parità di gomme avrebbe vinto Verstappen.
  • Credo sia stata una bella gara che ha tenuto il risultato in sospeso fino all'ultimo, si sono visti parecchi sorpassi in una pista solitamente avara in questo senso, segno che le modifiche regolamentari sull'aerodinamica funzionano e i piloti possono seguire meglio dello scorso anno chi li precede, positiva pure l'introduzione in grafica del calcolo dei giri in cui la rimonta di Hamilton si sarebbe concretizzata in base ai tempi che stava segnando, prima bisognava farsi i conti a mente dei cronometraggi e dei giri mancanti per capire se un pilota era in grado di rimontare, roba da incalliti appassionati di corse mentre il pubblico "generalista" non capiva cosa stesse succedendo, ora la situazione è più chiara pure per queste persone. ............. Circa la cronaca, abbastanza incomprensibile come in Red Bull non abbiano "copiato" la strategia Mercedes, a pari condizioni si erano dimostrati più veloci e Verstappen resisteva bene ad Hamilton, avrebbero dovuto fermarlo il giro dopo e montare gli stessi pneumatici, evidentemente non hanno creduto che Lewis potesse recuperare così tanti secondi di ritardo, ma anche col "senno del poi" la strategia dei lattinari non trova giustificazione. ........ Ferrari non pervenuta, in tasca c'è un podio solo perchè Bottas ha pasticciato e Gasly continua ad essere una comparsa distante anni luce dal compagno olandese, altrimenti Red Bull e Mercedes sono apparse inavvicinabili. Come ampiamente previsto, in una pista dove si viaggia con lo stesso carico di Montecarlo la rossa ha sofferto molto, il problema è che invece nelle piste dove conta di più la scorrevolezza e quindi li la Ferrari è favorita, per errori del team o dei piloti ogni volta si vanifica il risultato, tempi bui insomma. ............... McLaren molto bene, come nel mio piccolo avevo previsto mesi fa, il lavoro di quel genio di James Key comincia a farsi sentire, uno che, (lo ripeterò sempre) la Ferrari si è fatta colpevolmente sfuggire ai tempi della Sauber. Ora il team di Woking si è preso quel posto che sarebbe spettato alla Renault in quanto team di costruttore ufficiale, in Francia (e nel reparto corse in inghilterra) masticano amaro per questo. ........... Ottima pure la Sauber/Alfa, nonostante il cambio tecnico con Simone Resta che torna a Maranello (ancora non s'è capito perchè fu spostato in Svizzera), la macchina sembra ben messa in pista. ......... Continua il disastro per la Haas, una delle peggiori stagioni nonostante la base Ferrari 2018 e i tanti mezzi impiegati dagli americani, e per la ex Force india, è vero, storicamente è sempre stata una monoposto da circuiti a basso carico e quindi in Ungheria si soffre, ma pur coi pochi soldi del faccendiere (nonché bancarottiere) indiano Vijay Mallya ha ottenuto risultati più che lusinghieri, ora che invece in cassa ci sono i tanti dollaroni di papà Stroll si sono persi la retta via.......
  • Onore al pilota, Verstappen meritava la vittoria. Hamilton bravo si, ma soprattutto bravi gli strateghi Mercedes.
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