Dopo le anticipazioni che vi avevamo dato lo scorso mese, arrivano le conferme ufficiali sul futuro di Valentino Rossi: il “Dottore” ha confermato che il suo impegno principale sarà nel GT World Challenge Europe, al volante della BMW M4 GT3 EVO, con un nuovo contratto triennale firmato con BMW M Motorsport.
Una scelta tutt’altro che scontata, ma perfettamente coerente con il percorso intrapreso da Rossi dopo l’addio alla MotoGP. Il GTWC è un campionato che conosce bene, che lo diverte e che soprattutto gli consente di correre in Europa, riducendo trasferte intercontinentali e tempi lontano dalla famiglia. Un fattore umano, prima ancora che sportivo, che pesa eccome quando il cronometro smette di essere l’unica cosa che conta.
Niente WEC, ma non è un passo indietro
Negli ultimi due anni Rossi aveva affiancato anche l’impegno nel FIA WEC, ma il 2026 segna un cambio di rotta. Quella che per alcuni era stata vista come una bocciatura è stata invece una scelta condivisa. Troppe gare fuori dal Vecchio Continente, troppe settimane lontano da casa. Il GTWC, invece, resta più alla portata, intenso e tecnicamente stimolante: un contesto ideale per concentrarsi su una sola serie e massimizzare competitività e continuità.
Non a caso, Valentino continuerà a essere uno dei volti di riferimento del progetto BMW nelle competizioni GT, smentendo in modo definitivo le voci che lo volevano ai margini del programma bavarese dopo la mancata iscrizione al WEC.
Team, macchina e metodo
Rossi proseguirà il suo percorso con Team WRT, struttura con cui ha costruito un rapporto solido e credibile fin dal suo debutto nelle gare GT. La M4 GT3 EVO rappresenta oggi una delle vetture di riferimento della categoria, affinata stagione dopo stagione e sempre più cucita addosso alle esigenze di piloti che fanno della sensibilità di guida un’arma.
Il rinnovo triennale con la BMW racconta più di qualsiasi dichiarazione: Rossi non è una presenza simbolica, ma un tassello di un progetto sportivo che guarda al medio periodo. Esperienza, visibilità e metodo di lavoro si intrecciano in un percorso che va oltre il singolo risultato.
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