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Formula 1
Da Detroit la nuova F1: Red Bull e Racing Bulls aprono l’era Ford

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Non è un caso se Red Bull Racing e Racing Bulls hanno scelto la Motor City per togliere i veli alle livree 2026: lì dove batte il cuore industriale della Ford, prende forma una delle rivoluzioni più profonde che il Circus abbia vissuto negli ultimi decenni. Non solo nuovi colori, ma un vero e proprio cambio di paradigma tecnico e sportivo che – a Milton Keynes così come a Faenza - segna l’inizio dell’era post-Honda e l’ingresso ufficiale della Ford. Nella notte italiana, sono state svelate le livree della RB22 che sarà affidata a Max Verstappen e Isack Hadjar, ma anche della VCARB03 che sarà guidata da Liam Lawson e dal rookie Arvid Lindblad.

Un’unica visione, due identità

Per la famiglia Red Bull è un anno importante. Se il progetto power unit nasce sotto un unico tetto – quello di Red Bull Powertrains, con il supporto strategico e tecnologico di Ford – l’espressione estetica racconta due storie diverse, coerenti con il DNA dei rispettivi team.

Red Bull Racing ha scelto la strada del ritorno alle origini, rileggendo in chiave moderna una livrea che profuma di anni d’oro. Il blu resta il colore dominante, ma si schiarisce, guadagna profondità e viene incorniciato dal bianco che torna a bordare loghi e scritte del marchio. Un richiamo diretto alle stagioni di Vettel e Ricciardo, ma senza nostalgia: la RB22 guarda avanti, con inserti geometrici e una presenza della Ford ben visibile sul muso e nella zona Coca-Cola, a sottolineare un’alleanza che va oltre la semplice applicazione di una targhetta sui motori.

Diversa, ma altrettanto significativa, la scelta di Racing Bulls. A Faenza il bianco resta protagonista, ma cede spazio al blu Ford, che scorre deciso lungo le pance e il telaio, spezzato dal nero della fibra di carbonio lasciata volutamente a vista. Una livrea che riprende il concetto cromato del 2025, evolvendolo in una direzione più tecnica e industriale, quasi a voler raccontare visivamente la maturazione del team all’interno dell’universo Red Bull. 

Da Detroit la nuova F1: Red Bull e Racing Bulls aprono l’era Ford

Ford, molto più di un logo

Detroit non ha fatto solo da scenografia. La Ford entra in Formula 1 come partner tecnico a tutto tondo, portando competenze chiave su software, materiali, gestione dell’ibrido e sviluppo delle batterie. Un contributo fondamentale in un regolamento 2026 che sposta l’ago della bilancia verso l’efficienza energetica e l’integrazione tra componente elettrica e termica.

La power unit, progettata e costruita a Milton Keynes, rappresenta il primo vero banco di prova di questa collaborazione. Un progetto ambizioso, nato per essere competitivo fin da subito, consapevole che in una Formula 1 rivoluzionata non ci sarà spazio per lunghi apprendistati.

Piloti, continuità e scommesse

Sul fronte sportivo, Red Bull Racing riparte dalla certezza chiamata Max Verstappen, pilastro di un progetto che negli ultimi anni ha riscritto le gerarchie del Mondiale. Al suo fianco debutta in squadra Isack Hadjar, promosso dopo una crescita impressionante in Racing Bulls: una scelta che conferma la filosofia del gruppo, capace di costruire i propri campioni in casa.

A Faenza, invece, la Racing Bulls continua a essere laboratorio di talenti. Confermato Liam Lawson, il team accoglie Arvid Lindblad, ultimo gioiello del vivaio Red Bull. Un profilo ancora grezzo, ma con qualità che – secondo chi lo ha visto lavorare al simulatore e nelle prime uscite in F1 – potrebbero farne uno dei nomi chiave del prossimo decennio.

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