Nell’ultima giornata di test in Bahrain Charles Leclerc è stato il più veloce di tutti. Un riferimento utile, ma non definitivo, come spesso accade quando i test finiscono e le risposte vere restano volutamente avvolte in un alone di mistero. La Ferrari ha però lasciato il deserto di Sakhir con segnali concreti e la situazione appare ben diversa rispetto a un anno fa: continuità di programma, pochi intoppi e una SF-26 che, almeno per ora, non sembra chiedere compromessi estremi per andare forte.
Leclerc ha lavorato per l’intera giornata, mettendo insieme 132 giri, abbassando progressivamente il riferimento fino all’1’31”992, miglior tempo non solo del venerdì ma dell’intera sessione di test. Un crono segnato nel pomeriggio, quando la pista ha iniziato a offrire condizioni più rappresentative.
Programmi diversi, letture complesse
Alle spalle della Ferrari si è inserita la McLaren, con Lando Norris secondo a quasi nove decimi. Un distacco ampio, che però racconta più la differenza di programmi che una reale gerarchia. Woking ha diviso il lavoro tra mattina e pomeriggio, dedicando ampio spazio a verifiche tecniche sulla MCL40 prima di concedere a Norris una finestra per spingere.
Terzo tempo per Max Verstappen, con una Red Bull Racing apparsa meno appariscente rispetto al recente passato, ma fedele alla propria filosofia: pochi giri da copertina e molta sostanza nascosta nelle simulazioni. Il passo gara resta il vero metro di giudizio, e come spesso accade Milton Keynes sembra aver preferito non mostrarlo.
Mercedes punta a migliorare l’affidabilità
Giornata solida anche per la Mercedes, quarta con George Russell, chiamato a macinare chilometri dopo lo stop mattutino del rookie Kimi Antonelli per un problema tecnico. Nessun acuto oggi, ma un lavoro metodico che era l’obiettivo principale di questo venerdì. Alle spalle dei top team si è messa in evidenza anche la Alpine, con Pierre Gasly quinto. Un risultato che conferma una vettura costante, qualità rara in questa fase.
Se c’è un dato che vale più del miglior giro, è il numero di tornate. In questo senso, il venerdì di Sakhir ha premiato chi ha potuto lavorare senza interruzioni: Arvid Lindblad ha chiuso con il maggior numero di giri di giornata, mentre Carlos Sainz ha continuato a costruire feeling con la Williams, sperimentando anche la C5 nel finale.
Più complicato, invece, il venerdì della Aston Martin: Lance Stroll ha percorso pochi giri non cronometrati a causa dei problemi alla batteria che avevano già limitato il lavoro di Fernando Alonso il giorno precedente. Il team non ha potuto fare molto oggi, perché aveva finito i pezzi di ricambio e ha terminato la giornata con molto anticipo rispetto a tutti gli altri.
Verso Melbourne
I test finiscono qui, come sempre lasciando più domande che certezze. Mercedes e McLaren sembrano le favorite, almeno in vista di Melbourne, con Ferrari e Red Bull poco lontane. Il prossimo cronometro, quello che conterà davvero, scatterà con il Gran Premio d’Australia in programma dal 6 all’8 marzo. E allora sì, i riferimenti di Bahrain smetteranno di essere ipotesi.
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