Il terzo atto del Mondiale 2026 porta la Formula 1 su uno dei circuiti capaci di mettere d’accordo tutte le generazioni: Suzuka. La Mercedes ci arriva da riferimento tecnico, con George Russell leader del campionato e Kimi Antonelli a ridosso dopo i primi due appuntamenti, ma il Giappone è il posto giusto per capire quanto quel vantaggio sia davvero solido e come si stanno muovendo gli altri per chiudere il gap.
Un weekend che ha tanto da dire
A Suzuka si torna a un fine settimana classico, senza format Sprint: tre sessioni di libere, qualifiche e gara. Per i team è quasi una buona notizia, perché dopo un avvio di stagione compresso avranno più tempo per mettere a fuoco assetti, altezze da terra, gestione gomme e compromessi energetici su un tracciato che non perdona approssimazioni.
Sul piano dei valori, il quadro emerso tra Melbourne e Shanghai dice Mercedes davanti, Ferrari prima inseguitrice e un gruppo composto da McLaren e Red Bull ancora a caccia della forma piena. Russell, però, ha già messo le mani avanti: il vantaggio c’è, ma è piccolo e soprattutto fragile in una stagione così lunga.
Novità last-minute sul regolamento
La prima novità del weekend non sta nei box ma nel modo in cui Suzuka è stata adattata alle esigenze delle vetture 2026. La FIA ha autorizzato una nuova zona di aerodinamica attiva sull’allungo dopo la Spoon, in direzione della 130R: non è un vezzo regolamentare, è una necessità tecnica. Queste monoposto, per contenere il consumo energetico, hanno bisogno di viaggiare il più possibile con le ali scariche, riducendo la resistenza all’avanzamento nei tratti di pieno.
L’ala tornerà in configurazione chiusa prima della 130R, perché lì non si scherza: Suzuka resta Suzuka, e la velocità di percorrenza in quel tratto chiede ancora tanto carico e una piattaforma ben controllata. La Federazione ha evitato di spingersi oltre in altre aree del circuito per ragioni di sicurezza e per non replicare situazioni già viste altrove, dove con l’aerodinamica scarica alcuni piloti avevano lamentato sottosterzo e mancanza di confidenza all’anteriore. In pratica, la pista giapponese diventa un laboratorio perfetto per capire fin dove il pacchetto 2026 possa essere spinto senza trasformare la prestazione in compromesso.
L’altra correzione, quella più pesante sul piano sportivo, riguarda la qualifica. A meno di ventiquattro ore dall’inizio dell’azione in pista, la FIA ha abbassato da 9 a 8 MJ il limite di energia recuperabile per giro in qualifica, dopo quanto osservato in Australia e in Cina. Il motivo è semplice: evitare che i piloti fossero costretti a snaturare il giro con troppo lift and coast o con un ricorso eccessivo al super-clipping, cioè alla ricarica aggressiva della batteria anche in piena accelerazione.
Suzuka, sulla carta, era una pista da recupero massimo. In realtà proprio il disegno del primo settore, con il lungo serpentone delle Esse e varie fasi di gas parzializzato, rischiava di trasformarsi in una sezione più utile a ricaricare che ad attaccare. Con il nuovo limite, le vetture saranno probabilmente un po’ più lente sul cronometro, ma l’idea della FIA è un’altra: restituire alla qualifica una dimensione più prestazionale. In gara, invece, nulla cambia: il tetto resta a 8,5 MJ, così da conservare anche il margine energetico necessario per la modalità sorpasso.
Debutta la C1, ma la parola chiave è graining
La Pirelli porta a Suzuka il tris più duro della gamma 2026: C1 come Hard, C2 Medium e C3 Soft. Per la C1 è il debutto stagionale, e non è una scelta casuale: il circuito giapponese è tra i più severi dell’anno per forze laterali e continuità delle sollecitazioni. Qui la gomma non ha tregua, soprattutto nei curvoni veloci e nei cambi di direzione del primo settore.
Il punto, però, non è soltanto la durezza delle mescole. Suzuka arriva a questo weekend dopo il completamento della riasfaltatura fino a curva 17: il nuovo manto dovrebbe presentarsi più liscio, ancora sporco e con aderenza inizialmente bassa. È il terreno ideale per far comparire il graining, soprattutto sulla C3, cioè la più morbida del weekend. Con temperature attese fra i 19 e i 20 gradi, venerdì e sabato prevalentemente asciutti e domenica più nuvolosa, il degrado termico non dovrebbe essere il nemico principale; molto dipenderà da quanto in fretta la pista riuscirà a gommarsi e da quanto bene i team sapranno accendere gli pneumatici nel giro secco.
Assetto, piattaforma e strategia
Le simulazioni raccontano piuttosto bene che tipo di lavoro aspetta gli ingegneri. A Suzuka conta il carico aerodinamico medio-alto, ma non basta: serve una vettura rapida a cambiare direzione nelle esse, stabile nella doppia Degner, composta in uscita dalla Spoon e abbastanza efficiente da non pagare troppo sul tratto che porta alla 130R e sul rettilineo principale.
Anche la strategia, almeno alla vigilia, sembra indirizzata verso la sosta singola. Non perché Suzuka sia indulgente, ma perché qui la posizione in pista continua a pesare molto e perché, se il graining resterà sotto controllo, le mescole più dure possono permettere stint estesi. Il problema è che questo circuito scarica sulle gomme uno stress laterale quasi continuo, con punte nelle curve 3-7, alla Spoon e nelle fasi di inserimento più delicate come Degner e Casio Triangle.
Gli orari del weekend
Dopo Australia e Cina, la sveglia in Italia per seguire l’azione in pista torna a suonare presto. Si comincia già domani – venerdì 27 marzo – con la prima sessione di prove libere che sarà trasmessa in diretta esclusiva su Sky. Ecco gli orari del fine settimana, già convertiti al fuso orario italiano:
Venerdì 27 marzo
Prove Libere 1 alle 3:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1
Prove Libere 2 alle 7:00 in diretta esclusiva su Sky Sport F1
sabato 28 marzo
Prove Libere 3 alle 3:30 in diretta esclusiva su Sky Sport F1
Qualifiche alle 7:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 14:00
Domenica 29 marzo
Gara: partenza alle 7:00 in diretta su Sky Sport F1. Differita TV8 alle 14:15
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