Sono passati cinque anni da quando la Maserati ha ridato vita al suo reparto corse con l'intento di rinverdire i fasti della sua leggendaria storia agonistica. Giorgio Ascanelli, Maurizio Leschiutta, Claudio Berro e Andrea Bertolini sono stati gli artefici di questa rinascita, che ha portato alla creazione della potentissima Maserati MC12.

"Siamo partiti dal V12 della Ferrari Enzo modificato in diversi parametri - ci ha svelato Leschiutta, direttore tecnico del reparto corse - e dalla scocca della MC12 stradale che già vantava grande efficienza areodinamica". Un'idea indovinata, che ha permesso di ottenere un consumo meno aggressivo dei pneumatici rispetto alle vetture concorrenti. Una mossa vincente, come quella di utilizzare il motore in posizione centrale: l'ideale per abbassare il baricentro e ottenere una perfetta ripartizione dei pesi.

L'affiatamento e gli sforzi di questo gruppo sono stati ripagati dalla MC12 fin dal suo esordio nel 2004, quando si è aggiudicata due gare della serie Fia GT (a Oschersleben e Zhuai) con l'equipaggio Bertolini-Salo. Nel triennio seguente, i successi si sono moltiplicati e, grazie soprattutto alle vittorie del Tem Vitaphone, la MC12 ha conquistato a più riprese sia la Coppa costruttori (2005 e 2007) sia i campionati team (2005, 2006 e 2007) e piloti (2006 e 2007).

Purtroppo, se non ci saranno sostanziali modifiche al regolamento tecnico del Fia GT, che già quest'anno penalizza la MC12, il bolide del Tridente potrebbe chiudere definitivamente la sua carriera sportiva già al termine della prossima stagione e difficilmente avrà un'erede. "La MC12 per me è un'auto molto particolare, ci ha detto Bertolini. "Ci sono nato dentro e spero portarla al termine del suo percorso agonistico nel 2009. È una delle GT1 più competitive in assoluto e potrebbe essere paragonata alle gloriose Ferrari GTO e P4 degli anni 60. Senza dimenticare che, in questa stagione, per poco non concludevamo la 24 Ore di Spa con tre MC12 sul podio: un po' come fece la Ferrari a Daytona nel '67".