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Musk svela un robot umanoide all'Ai Day - VIDEO

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Musk svela un robot umanoide all'Ai Day - VIDEO
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Un palco davvero minimal quello del Tesla Ai Day. Cinque sgabelli, uno schermo, una tenda stropicciata a fare da sfondo e niente più: alle prime sembrava che Elon Musk (presentatosi con tanto di maglietta "Autopilot" e la giacca di pelle della Model S Plaid) volesse puntare al sodo e far parlare le novità. Ma con il passare dei minuti (e delle mezz'ore) gli appassionati del marchio hanno iniziato a capire che di vera novità per il mondo delle auto non ce n'era nemmeno una, se non la spiegazione (da addetti ai lavori) del funzionamento dell'Autopilot. Quello che è interessante, però, è la visione della Casa californiana, che punta a espandersi in altri settori e presto dovrebbe lanciare un robot dalle fattezze umane, il Tesla Bot.

La presentazione e il "balletto" del Tesla Bot

What's next? A seguito del lungo approfondimento tecnico sull'Autopilot, gli ingegneri della Tesla hanno mostrato un video di presentazione di un robot umanoide che dai disegni ha preso vita, presentandosi in carne e ossa (è davvero il caso di dirlo) sul palco, dove si è esibito in un balletto davanti a Elon Musk. Dentro alla tuta era infatti presente un essere umano, ma l'imprenditore sudafricano ha promesso che presto il Tesla Bot sarà realtà (e non avrà nessuno al suo interno). "La Tesla - ha affermato Musk - è una delle più grandi aziende di robotica al mondo. Se ci pensate le nostre auto sono al 70% robot su ruote e con il Full Self Driving, l'intelligenza artificiale e l'evoluzione delle reti neurali ci è sembrato sensato mettere queste tecnologie su un robot umanoide". Il primo prototipo del Bot potrebbe essere svelato già nel corso del prossimo anno: "Sarà ovviamente amichevole e sarà pensato per svolgere compiti pericolosi o ripetitivi".

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La tecnica del Tesla Bot. "È un animale meccanico dal quale potrete scappare correndo", ha aggiunto ridendo Elon Musk mentre svelava i primi dettagli tecnici che caratterizzeranno il Tesla Bot. L'umanoide sarà alto un metro e 77 centimetri, peserà 57 kg e si potrà muovere a una velocità massima di 8 km/h. Potrà trasportare pesi fino a 20 kg, sollevare da fermo 68 kg e porgere a braccia estese oggetti fino a 4,5 kg. Per fare questo, sottopelle avrà 40 attuatori elettromeccanici - 12 per le braccia, 12 per le gambe, 12 per le mani, 2 per il collo e 2 per il busto -, dei giroscopi, dei sensori di pressione e sarà costruito con materiali ultraleggeri ma resistenti. La "testa" integrerà uno schermo che riporterà informazioni utili. Per gestire i movimenti utilizzerà una versione specifica dell'Autopilot, che raccoglierà immagini da una serie di videocamere integrate nella testa che comunicheranno con il computer Fsd posizionato nel petto.

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Animale digitale. Tornando alle quattro ruote, prima di svelare il Bot gli ingegneri di Palo Alto hanno mostrato il funzionamento dell'Autopilot analizzandone alcuni processi decisionali e mostrando al pubblico come le immagini (1280x960 a 12 bit e 36 Hz) delle otto telecamere di bordo si combinano in uno spazio vettoriale che consente il funzionamento dei sistemi d'assistenza alla guida. L'idea alla base del progetto era infatti quella di creare una sorta di animale meccanico, che nel suo "cervello" percepisce l'area attorno a sé e può muoversi in autonomia. L'intelligenza artificiale, unita al miglioramento delle tecnologie e al funzionamento delle reti neurali, consente così di continuare a migliorare il funzionamento del sistema di assistenza rendendolo più fluido, preciso ed efficiente.

L'HW 4.0. Un ulteriore incremento delle potenzialità del sistema di guida assistita sarà reso possibile dal futuro HW 4.0, un'evoluzione dell'attuale hardware che sarà introdotto tra almeno un anno e che farà il suo debutto sul Cybertruck: i primi esemplari del pick-up elettrico, però, potrebbero arrivare sul mercato con l'attuale HW 3.0, per poi essere aggiornati successivamente come già fatto per le Model 3 con Fsd. La nuova elettronica di bordo dovrebbe garantire prestazioni inimmaginabili fino a pochi anni fa: "Credo che l'HW 3.0 o il Fsd Computer 1 saranno in grado di raggiungere un livello di 'full self driving' che garantisca una sicurezza migliore di quella umana. L'HW 4.0 sarà quattro volte più potente e passerà da una sicurezza superiore del 300% (nel paragone uomo-HW 3.0, ndr) a una del 1.000%", ha affermato Elon Musk. Durante l'evento sono stati svelati anche alcuni dettagli sui nuovi semiconduttori sviluppati in-house per il nuovo supercomputer Dojo, pensato per "allenare" l'intelligenza artificiale nell'ottica della guida autonoma: l'imprenditore sudafricano ha inoltre confermato che questi chip potrebbero essere offerti anche ad altri costruttori, così come i "servizi" di Dojo.

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I punti ciechi. Utilizzare radar e telecamere, tuttavia, crea dei problemi simili a quelli che può avere un umano alla guida. Quando una parte della strada è coperta da un ostacolo (un camion, un cartello pubblicitario o, semplicemente, una curva) il "cervello" non riesce a capire esattamente cosa si troverà davanti: per questo la Tesla (così come altri costruttori) ha sviluppato algoritmi predittivi che sfruttano dati già raccolti per anticipare l'andamento della strada. Altri sistemi migliorano di volta in volta la precisione della mappa, incrementando la "visibilità" del sistema e ottimizzando il modo in cui l'Autopilot può predire le situazioni davanti alle quali sta per trovarsi.

Una coperta corta. Il sistema d'assistenza alla guida deve anche tenere conto del benessere dei passeggeri: se funzionasse come una "macchina" non sarebbe fluido, ma utilizzerebbe input diretti che farebbero muovere "a scatti" l'auto. Per questo, una volta analizzata la strada, i processori convertono i dati in movimenti con l'obiettivo di garantire i massimi livelli di sicurezza, confort ed efficienza. Anche una manovra semplice (almeno per un umano) come un cambio di corsia richiede calcoli estremamente complessi: l'auto non deve accelerare o rallentare troppo per immettersi nel flusso delle altre corsie, ma non può nemmeno tagliare la strada alle altre vetture. Per questo l'intelligenza artificiale crea dei compromessi che dovrebbero consentire alla vettura di agire quasi come farebbe un guidatore umano.

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Parola d'ordine: semplificazione. Ma i computer "ragionano" in modo molto diverso da una mente umana. Per andare da A a B un uomo traccerebbe una rotta lineare, mentre una macchina valuterebbe tutte le centinaia di migliaia di possibili strade che separano i due punti. Nell'esempio mostrato dalla Tesla, per fare poche decine di metri all'interno di un parcheggio il computer di bordo potrebbe pensare a quasi mezzo milione di movimenti prima di trovare la strada più efficiente, ma un processo di questo tipo richiederebbe una capacità di calcolo elevatissima per consentire il funzionamento del sistema in tempi ridotti. Quello che hanno fatto gli ingegneri di Palo Alto è stato semplificare drasticamente i "ragionamenti" del software, eliminando immediatamente tutti quei movimenti che ridurrebbero l'efficienza o il confort di bordo e mantenendo un andamento quanto più lineare. Così, grazie a questo nuovo algoritmo, nel parcheggio immaginario utilizzato come esempio le "manovre" possibili scendono da quasi mezzo milione a sole 288, alleggerendo il lavoro dell'hardware per minimizzare la latenza e rendere più fluido il funzionamento dell'assistente alla guida.

COMMENTI

  • Pare una distrazione se si pensa che Musk sia l'uomo TESLA. Le sue preoccupazioni, invece, sono tutte sul programma spaziale. Avere Robots che fanno cose nello spazio, sulla Luna, su Marte e' un'arma non da poco per SpaceX. Musk e' convinto che si debba preparare la sopravvivenza della specie umana su altri pianeti e Tesla e' de facto la distrazione, non il Robot!
  • Assurdo, forse Musk farebbe meglio a concentrarsi su FSD. Questo divagare, cambiare target non funziona piu'. Quando ho visto la presentazione online, con una modella (credo) che si muoveva come un robot, ho persino pensato che fosse uno scherzo. Ridicolo.
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