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Alfa Romeo 4C Club Italia
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Ci sono auto che ti catturano in modo particolare, in un modo che te le fanno sentire tue più di altre. Ti spronano e, in un certo senso, ti spingono a stare con loro. Pensate che delusione sarebbe se, a questo punto, non fossero entusiasmanti da guidare. Se non sapessero trasportarti in una dimensione onirica in cui tu e lei fate insieme quello per cui l’hai sempre desiderata. Una di queste auto "avvolgenti" è senza dubbio l’Alfa Romeo 4C.

Solo 17 esemplari. Dopo il lungo viaggio del 2013, in cui siamo partiti con lei alla volta del Paul Ricard, rieccomi su questa supercar in formato ridotto, per la prova dell’allestimento speciale ed esclusivo Club Italia. Ne sono state realizzate 17 e sono al volante della numero sette. Tutte sono riservate ai membri del famoso club italiano che nel 2015 ha festeggiato una ricorrenza storica. La 4C Club Italia è infatti il "premio" per quei soci che da 25 anni portano avanti i valori dell’auto italiana. Sono appassionati, collezionisti, piloti campioni del recente passato e industriali: persone che amano le auto e quelle che sono oggetti unici. Come, appunto, questa 4C.

Contenuti esclusivi. La 4C del Club Italia non vuole apparire ma esaltare (con poche e precise intuizioni) l’anima stessa di quest’Alfa Romeo. Leggerezza, design e meraviglia sono alla base del progetto? Il Club Italia, con la collaborazione del Centro Stile Alfa, ha sottolineato il tutto mettendo in evidenza il carbonio (non solo negl’interni con la vasca di carbonio a vista, ma soprattutto in quel tetto caratterizzato dalla trama del leggerissimo materiale), i dettagli sofisticati (come i fari, sempre di carbonio, o la coda apostrofata dallo spoiler di carbonio) e il sound (ora amplificato dalla marmitta di titanio a doppio terminale centrale realizzata dall’Akrapovic). Auto che scatena entusiasmi, la 4C, soprattutto perché questa versione Club Italia, celebrata dal mitico scudetto sui parafanghi anteriori (come l’iconica Lancia Integrale del 1992), non la si potrà avere... neppure pagando. Infatti, per possederla, è requisito indispensabile l’associazione al Club Italia.

Caratteristiche. Tornando alla 4C, esperti, appassionati di auto (e del marchio in particolare) si scapigliano dal giorno della sua presentazione (Ginevra 2013): c’è chi dice che è piccola, chi che non sia, in effetti, una "vera" Alfa. Concetto difficile, tra l’altro, da definire, perché l’Alfa Romeo, in oltre 100 anni di storia, ha fatto davvero di tutto. Arna compresa. E la 4C non è certo un modello scellerato. È raffinata nei contenuti, gustosa, un po’ folle e soprattutto ricca di appeal tecnico. E questo, in verità, basta a fare di lei una "vera" Alfa Romeo: oltre alla scocca di carbonio, ci sono le sospensioni personalizzabili, un motore "1750" di alluminio turbobenzina (240 CV) e un cambio doppia frizione ad arricchire l’esperienza di guida di un’auto dal peso piuma: 970 chili. La guida della 4C è realmente diversa dalla stragrande maggioranza delle sportive sul mercato: ha pescato il meglio dal passato e dal presente per proporre una formula inedita che consiste in quel modo tutto suo che ha di mettere insieme dotazioni conservatrici (non c’è servosterzo) ad altre iper moderne (scocca e cambio, appunto). Per questo andarci in giro è un’esplosione ai sensi della guida. Si tuffa nelle curve all’istante e devi tenertela stretta fra le mani: non c’è traccia della semplicità di guida, pur velocissima, cui ci hanno abituato le Supercar di ultima generazione; con la 4C sei tu, il suo assetto affilato, e un volante che trasmette pure i cambi di spessore della segnaletica orizzontale. Non male come oggetto da possedere e utilizzare o custodire gelosamente per le generazioni di appassionati che arriveranno.

Il mito del Club Italia. Se siete grandi appassionati di motori avrete impresse nella memoria automobili incredibili, auto che hanno avuto la forza emozionarvi. Modelli come la Lancia Integrale. La sua pelle tratteneva a stento, quasi maldestramente, il "testosterone meccanico" necessario a renderla la campionessa che era. E le sue versioni limitate, dal 1991 al 1995, sono leggenda. Quella che ancora sognate, scommetto, è l’Integrale Club Italia del 1992: 16 esemplari di sex appeal automobilistico.

Un mito in edizione limitata. Ci fu una Fiat Tipo 16 valvole Club Italia (1988), prima della Delta, e nel 1996 persino una Fiat barchetta: tutte auto italiane e numerate secondo i dogmi di uno dei più elitari Club automobilistici del mondo; che oltre alle auto ha avuto attenzioni per altri mezzi di trasporto in versione riservata, come la Ducati Monster 900 (1995, 34 esemplari) e le Bianchi MTB, Corsa XL e Spillo, biciclette che non mancheranno di far gola ai collezionisti. Perché il Club Italia “si propone in particolare di promuovere la valorizzazione, la conservazione, il reperimento, la ricerca, la movimentazione delle automobili italiane storiche e non, comprese nelle categorie Turismo, Gran Turismo, Prototipi Sport e Corsa”, ma “non è soltanto promotore d’immagine per l’auto Italiana e non opera esclusivamente attraverso l’attività sportiva o con la presenza ad importanti manifestazioni”. Ecco perché, per festeggiare il venticinquesimo compleanno del Club Italia, i soci hanno deciso di dar vita a un’altra serie limitata destinata a diventare, ancora, leggendaria. Stavolta è toccato all’Alfa Romeo 4C.

 Marco Pascali - TopGear ITA
(servizio ripreso da TG 98)

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