I 124 chilometri dell'autostrada Torino-Savona sono, finalmente, tutti, a doppia carreggiata di marcia. Con l'apertura dell'ultimo tratto interessato al raddoppio, corrispondente ai viadotti Ellero e Pesio tra Mondovì e Carrù, si è conclusa la costruzione della A6 che era iniziata addirittura 45 anni fa, nel lontano 1956.

Concepita dalla Fiat che intendeva, così, creare una via di collegamento veloce tra le sue fabbriche e il porto di Savona, l'A6 è rimasta sino al 1970 con una sola carreggiata a tre corsie ma con doppio senso di marcia. La pericolosità di questa soluzione, unita alle indubbie difficoltà di un tracciato che è spesso colpito dal maltempo e che attraversa le Alpi Marittime raggiungendo i 658 metri di quota, hanno causato, nel tempo, numerosi incidenti, molti dei quali mortali.

Un fenomeno tragico, questo, che non è diminuito neppure quando è iniziata, alla fine degli Anni 60, la costruzione della seconda carreggiata che però ha interessato soltanto porzioni ridotte del percorso. Sino al 1991, infatti, la Torino-Savona è rimasta a carreggiata unica per 93 chilometri.

Negli ultimi dieci anni, invece, i lavori hanno avuto un impulso notevole anche grazie al nuovo azionista di maggioranza: la Società Autostrade che dal 1983 ha prima risanato finanziariamente l'A6 e poi ha dato il via alle opere di raddoppio terminate proprio in questi giorni con un investimento complessivo di quasi 900 miliardi di lire.