Possibile giro di vite sulla guida spericolata e sulle morti causate da chi si mette al volante sotto l'effetto di alcol e stupefacenti. Il Governo non è contrario all'introduzione del reato di omicidio stradale. Lo ha comunicato quest'oggi il ministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti, Corrado Passera, nel corso di un'audizione alla Commissione Trasporti della Camera.
Pena da 8 a 18 anni. Il nuovo reato, che sarebbe introdotto nel nuovo Codice della strada che il Parlamento vorrebbe delegare il Governo a riscrivere, si configurerebbe nei confronti degli automobilisti che provocano un incidente mortale o che investono un pedone guidando con un tasso alcolemico nel sangue superiore all'1,5% oppure sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Pesante la pena, da otto a 18 anni di carcere.
Stop all'impunità. Il ministro Passera ha affermato che la "nuova ed autonoma fattispecie di reato merita particolare attenzione", precisando però che "si rende opportuna una riflessione. È un tema che va approfondito con una comparazione con quanto accade nell'ambito dell'Unione europea". Insomma, ha continuato il ministro, "estistono alcune perplessità, ma quello che è certo è che non può essere tollerata l'attuale situazione di sostanziale impunità. È socialmente inaccettabile che chi uccide qualcuno guidando in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti ritorni a casa. Credo che sia obiettivo comune eliminare qualcosa che offende il comune sentire".
Roberto Barone
COMMENTI([NUM]) NESSUN COMMENTO
Per eventuali chiarimenti la preghiamo di contattarci all'indirizzo web@edidomus.it