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Tutti i dettagli sul nuovo Dpcm

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Dopo il decreto legge firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha siglato un Dpcm con ulteriori norme che si vanno ad aggiungere alle limitazioni agli spostamenti che saranno in vigore dal 21 dicembre al 6 gennaio. Le nuove disposizioni non prevedono alcuna deroga sugli spostamenti, a eccezione del ritorno verso "l'abitazione, il domicilio e la residenza" e in caso di comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità e motivi di salute.

Le limitazioni alla mobilità.  Dal 4 al 20 dicembre e, successivamente, anche dal 7 gennaio in poi, chi vive nelle Regioni della fascia gialla potrà muoversi liberamente, anche superando i confini regionali. Nessuno stop dunque per il ponte dell'Immacolata. Nelle zone arancioni e rosse rimangono valide le imposizioni già in vigore: è vietato ogni spostamento al di fuori del Comune e, conseguentemente, anche della Regione. Per quanto riguarda le Regioni arancioni il governo raccomanda inoltre di evitare tutti gli spostamenti non strettamente necessari nell'arco della giornata, mentre in quelle rosse è vietato ogni spostamento, anche all'interno dello proprio Comune. Come previsto dall'ultimo decreto legge, inoltre, dal 21 dicembre al 6 gennaio non sarà possibile - salvo che per i sopracitati motivi di lavoro, necessità o salute - varcare i confini regionali, nemmeno nelle zone gialle, mentre nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno non ci si potrà muovere dal proprio Comune.

I sindaci possono chiudere strade e piazze, anche di giorno. A cambiare è anche il coprifuoco per il solo giorno di Capodanno, quando sarà prorogato fino alle 7 del mattino. Rimangono in vigore anche il divieto di assembramento e l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso. I sindaci, inoltre, potranno emettere delle ordinanze ah hoc per imporre la chiusura di strade e piazze, anche nel corso della giornata, al fine di evitare affollamenti, oppure prevedere ingressi contingentati nelle zone del Comune, come per esempio le vie dello shopping, in cui c’è il rischio che si possano verifichare degli assembramenti.

L'estero. Dal 10 dicembre chi entra in Italia da uno dei 27 Stati dell'Unione Europea dovrà fare un tampone prima di partire e presentare i risultati all'arrivo: se l'esito è negativo potrà evitare la quarantena. Chi torna da Paesi extraeuropei nel periodo in cui rimarrà in vigore il Dpcm dovrà mettersi in quarantena: non sono più attive le differenziazioni dei vari Stati che vietavano l'ingresso in Italia a chi non si sottoponeva al tampone. Questa regola, più severa, è pensata per disincentivare gli ingressi in Italia durante il periodo delle feste e per evitare, per esempio, che gli italiani vadano a sciare sulle piste della Svizzera. Non è comunque previsto un divieto d'espatrio.

Le attività. Tra le altre imposizioni del governo figura la sospensione totale delle crociere dal 21 dicembre al 6 gennaio e la riapertura degli impianti sciistici il 7 gennaio, data in cui saranno riaperte anche le scuole, per le quali è prevista da subito una presenza al 75%. Fino all'Epifania i negozi potranno rimanere aperti fino alle ore 21, ma nei giorni festivi e prefestivi è imposta la chiusura dei centri commerciali. L'ultimo dell'anno gli alberghi non potranno aprire i propri ristoranti al pubblico: sarà consentito solo il servizio in camera. Nessuna nuova limitazione è invece prevista per i ristoranti che effettuano servizi d'asporto e di consegna a domicilio: nelle zone rosse e arancioni dovranno rimanere chiusi al pubblico, mentre in quelle gialle potranno rimanere aperti fino alle 18, anche durante le feste.

COMMENTI

  • nella categoria crociere saranno compresi gli sbarchi sulle coste del sud....
  • Interessante la galleria fotografica con le 14 pose del presidente del consiglio...
  • La prevalenza di governi afferenti al centrosinistra nell'Europa della pandemia soffoca sul nascere ogni dibattito serio sulla libertà (l'argomento viene accuratamente evitato o minimizzato), ma se per sbaglio al governo ci fosse stato il centrodestra, e avesse preso e mantenuto nel tempo i provvedimenti ormai tristemente noti, oggi sentiremmo intonare alti lai sui diritti fondamentali negati per mesi - dagli stessi che, incidentalmente, ci governano e fanno altrettanto.
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