Fiat 131
I MOTORI
La Fiat 131 è stata proposta inizialmente dalla Casa torinese con due motori, un 1.3 da 65 CV e un 1.6 da 75 CV. Sistemati in posizione longitudinale, scaricano la potenza sulle ruote posteriori di norma attraverso un cambio manuale a quattro o a cinque marce, mentre molto rari sono gli esemplari a cambio automatico. Assieme al restyling del 1978, che ha introdotto paraurti di plastica ridisegnati, sono entrati in scena l’allestimento Supermirafiori e una serie di motori, tra cui un 1.3 da 78 CV, un 1.6 bialbero da 96 CV e un due litri da 115 CV destinato all’allestimento Racing. La gobba sul cofano distingue invece le 131 che montano i motori diesel 2.0 e 2.5 sempre a quattro cilindri, prodotti dalla Sofim, rumorosi e un po’ ruvidi, ma comunque apprezzati da una parte della clientela. La Fiat 131 Abarth monta infine un 2.0 strettamente derivato da quello della 124 Abarth e capace di erogare 140 CV nella versione stradale.
PRO E CONTRO
La Fiat 131 ha riscosso un notevole successo sia con la versione “base” sia con quelle più ricche, come la Special, che vantano finiture interne ed esterne di maggior pregio. Tra i pro va annoverato in primis il confort dei marcia, frutto soprattutto di un abitacolo ben studiato, spazioso e rifinito con cura. Anche l’assetto è ben tarato e va in crisi solo sulle buche più secche. Apprezzabili, in generale, le prestazioni, con la sola eccezione dei due motori più datati, caratterizzati da un temperamento molto tranquillo. Sul libro nero finiscono invece lo sterzo, molto pesante, e il cambio, la cui manovrabilità lascia a desiderare.