Centri urbani sempre più congestionati, traffico sempre più convulso: sono questi i problemi che affronteranno gli automobilisti del 2000. E una soluzione, per creare maggiore spazio, visto che le strade non si possono allargare, è stringere le vetture. Anche a questo devono avere pensato i progettisti della "Smart", al momento la più famosa fra le citycar. Anche se questa classificazione le sta un po' stretta. Per quanto compatta, la "Smart" è in grado di affrontare bene anche un viaggio medio-lungo. Anzi, vista la taratura rigida delle sospensioni (dovuta all'eccessiva sensibilità alle variazioni di stabilità verticale), si può addirittura dire che quest'auto si trova più a suo agio sull'asfalto liscio di tipo autostradale che su quello spesso tormentato delle città. Concepita per essere facile da guidare, la "Smart" risponde bene alle aspettative. Comoda e spaziosa (per due), si dimostra sicura in ogni situazione grazie all'intervento dello stabilizzatore elettronico "Trust" (versione semplificata dello "ESP" montato sulla Mercedes "classe A"). L'unico appunto, dal punto di vista meccanico, riguarda il cambio automatico che risulta sempre piuttosto lento. Su "Quattroruote" in edicola il parere di 12 automobilisti comuni che hanno guidato questa "Smart" (equipaggiata con il "600 turbo" da 40 kW) ininterrottamente per 24 ore.