Dal 1985, anno del suo debutto, il P Zero ha visto oltre 3.000 versioni sviluppate ad hoc da Pirelli per le supercar più iconiche: dalla Ferrari F40 alla McLaren P1, dalle Aston Martin V12 Vantage alle Pagani, passando per Porsche 911 e i modelli più prestazionali di Audi, BMW, Mercedes e altri marchi premium. Ora Pirelli ne introduce la quinta generazione, che ovviamente oltre che per il mercato del ricambio, vede diverse omologazioni in primo equipaggiamento, fra cui Lamborghini Urus SE e BMW M5 per restare fra le Case europee, ma anche fra modelli in arrivo dall’Oriente, quali Nio ET9 e Xiaomi SU7.
Nasce al computer, cresce in pista. Il nuovo prodotto della P Lunga offre una gamma fra 18 e 23 pollici, con 50 misure già disponibili. Non mancano le versioni Elect, che puntano a migliorare la scorrevolezza, a favore delle autonomie delle vetture elettriche (e plug-in). L’intero processo di progettazione (incluso la chimica delle mescole) punta ovviamente sull’ottimizzazione delle performance e della sicurezza (fra cui la riduzione degli spazi di frenata sul bagnato), attingendo alle più moderne tecnologie, quali la prototipazione virtuale o i test al simulatore dinamico. Ovviamente, per il fine tuning definitivo i collaudatori Pirelli hanno macinato migliaia di chilometri su strada e, soprattutto, in pista.
In buona compagnia. Il nuovo P Zero si inserisce fra i pneumatici più sportivi della gamma Pirelli, posizionandosi accanto ai prodotti pensati per la pista come il P Zero Trofeo RS o a quelli sviluppati ad hoc per le auto elettriche, quale il P Zero E che aveva debuttato nel 2023.
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