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Fiat 
Torna la Topolino: urbana, elettrica, accessibile

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Torna la Topolino: urbana, elettrica, accessibile
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Il 2023 sarà l’anno del ritorno della Fiat. Anzi, di più: sarà a tutti gli effetti l’inizio del nuovo corso sotto l’egida Stellantis, con tanto di lancio di modelli inediti. L’attenzione è focalizzata sulla B-Suv gemella della Jeep Avenger, che dovrebbe essere la prima in ordine di tempo in rampa di lancio. Ma non la sola. Come da voci ormai sempre più insistenti e circostanziate – le ultime provenienti da fonti di stampa francese vicine al gruppo Stellantis – nel corso dell’anno prossimo dovrebbe debuttare anche l’omologa Fiat della Citroën Ami e della Opel Rocks-e: ovvero, un quadriciclo leggero elettrico che si può guidare a partire dai 14 anni con patentino AM (quello del ciclomotore). Per la vetturetta, che secondo le informazioni raccolte da Quattroruote sarebbe ormai pronta, il Lingotto molto probabilmente rispolvererà il nome storico di Topolino: ve la proponiamo nella nostra ricostruzione esclusiva, realizzata in base a ciò che sappiamo di lei. 

Perché Topolino. La denominazione non è ufficiale ma, come si suole dire, ha il suo perché. Introdotta nel 1936, la Fiat 500 originale (chiamata popolarmente Topolino) si proponeva come un’automobile economica, accessibile a una fascia di popolazione la più ampia possibile. Il progetto fu dunque sviluppato all’insegna della semplicità costruttiva, con soluzioni tecniche pensate per ridurre componenti, peso e quindi costi. A ben vedere, la Citroën Ami, prodotta in Marocco, a Kenitra, ricalca in buona parte questa filosofia, puntando su un telaio di tubi d’acciaio e una scocca fatta di pannelli di plastica termoformati (non sono verniciati: il colore è dato nel momento stesso in cui vengono realizzati), parti intercambiabili (come i paraurti e le porte, che sono simmetrici), nell’ottica di avere un’auto poco impegnativa da acquistare ma anche da mantenere: aspetto fondamentale, quest’ultimo, anche in vista di un impiego nel car sharing.

Com’è sotto la Mole. Declinato in chiave Fiat, il quadriciclo di Stellantis non dovrebbe modificare più di tanto i propri connotati caratteristici. A partire dalle dimensioni, intorno ai 2,40 metri di lunghezza e agli 1,40 di larghezza, e dalla conformazione dell’abitacolo (a due posti), che è estremamente semplificata: l’infotainment, per esempio, si basa su una docking station che ospita lo smartphone personale. Su questa tavolozza "essenziale" sarà possibile allestire una serie di personalizzazioni, sfruttando accessori, decorazioni, tappezzerie e sticker. Nel nostro rendering ce la siamo immaginata così. Logo a parte, i tratti somatici sono – per ovvie ragioni di sinergie industriali e risparmio – quelli della Ami e della Rocks-e, con i fari e le luci circolari e i paraurti "cubisti". Elementi di differenziazione dovrebbero essere invece i copricerchi e i pannelli verticali in corrispondenza dei parafanghi: un dettaglio che, nel caso dell’italiana, potrebbe essere realizzato a contrasto con il colore della scocca, in omaggio ad alcune versioni della Topolino originale che avevano i parafanghi neri.  

Vocazione urbana. Dal punto di vista tecnico, la nuova piccola Fiat soddisferà esigenze di mobilità limitate alla sfera urbana. Salvo (improbabili) sorprese, i numeri dovrebbero replicare quelli della cugina francese e di quella tedesca, con un motore da 6 kW (8 cavalli) e una velocità massima limitata a 45 km/h. Per ricaricare la batteria, da 5,5 kWh, non sarà necessaria la wallbox, ma basterà una comune presa da 10 A: tre ore il tempo stimato per ripristinare l’autonomia massima, di circa 70 km. Come la Ami, infine, la Topolino dovrebbe essere proposta tramite la formula classica dell’acquisto (il listino della francese parte da 7.790 euro) oppure a noleggio.

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