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Studi e analisi
La nuova mobilità secondo Accenture

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La nuova mobilità secondo Accenture
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Accenture ha pubblicato lo studio Unlock the value of mobility services, dove descrive il nuovo scenario dei servizi di mobilità post-Covid in tre grandi mercati: Stati Uniti, Germania e Cina. Stando all'indagine, malgrado questi servizi abbiamo prodotto valore per circa 140 miliardi di dollari nell'ultimo decennio (dato che dovrebbe più che triplicare entro il 2030), sono ancora poche le aziende che riescono a creare profitto, soprattutto durante la pandemia: infatti, pur assolvendo a un’esigenza di trasporto pubblico, tali società vengono trattate come entità private e, pertanto, non ricevono aiuti alla crescita pur avendo un impatto sulla mobilità cittadina. Al contrario, a emergere è un certo comportamento delle istituzioni (anche in Italia, almeno sino alla pandemia), più interessate a imporre costose licenze (come nel caso del car sharing) che a sostenere tali iniziative.

Tre gruppi di servizi. Secondo Accenture, i nuovi modelli di proprietà (per esempio i servizi in abbonamento), i veicoli a richiesta (noleggio auto, car sharing e servizi di micromobilità come bike o scooter sharing) e la mobilità su richiesta (il trasporto a chiamata con autista o la condivisione di una vettura secondo un percorso e un orario comune) sono i tre grandi gruppi abilitati dal digitale che integrano l’esigenza di trasporto individuale con un servizio di pubblica utilità: "Durante la crisi causata dal Covid, la risposta dei provider all’emergenza sanitaria ha messo in luce un aspetto decisamente positivo, ovvero il grande valore che le aziende del settore sono in grado di offrire alla società", spiega Teodoro Lio, Automotive and mobility lead di Accenture Europe. "Tuttavia, per esprimere il proprio pieno potenziale in un contesto complesso come quello attuale, i servizi di mobilità necessitano di maggiore collaborazione tra gli attori dell'ecosistema, in primis le autorità di regolamentazione". Le azioni da intraprendere per far funzionare meglio tutto l’ecosistema sono tre: definire nuove regole per business che prima non esistevano; ottimizzare le flotte, facendo operare al meglio i veicoliM adeguare l’offerta a ciò che chiedono i clienti. Che non sono più solo "automobilisti", "ciclisti" o "pedoni", ma "utilizzatori di mobilità" a tutto tondo.

Previsioni per il 2030. L’ecosistema della mobilità, anche secondo l’Agenda ONU 2030, dovrà basarsi su tre pilastri: il bisogno di muoversi in maniera confortevole e sicura, la necessità di migliorare la qualità della vita nelle aree urbane (dove ridurre il traffico e l'inquinamento) e l'offerta di un'ampia gamma di servizi digitali on demand. Lo studio ha valutato un'ampia gamma di modelli di business, tra cui il Mobility on Demand (MoD), il ride hailing, il ride pooling, il ride sharing o Vehicle on Demand (VoD), il noleggio in abbonamento o lo sharing in free floating, station-based o peer-to-peer, attraverso interviste a 14 aziende, quali BMW Mobility Services, iVentures, VW Moia, Byton, Zipcar, Fleetonomy, ShareNow, Getaround, Yongche, DiDi Chuxing Technology Co., il Dipartimento dei Trasporti di Seattle, Turo, Clevershuttle e Gett.

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