Giuseppe Bitti, amministratore delegato della Kia Motors Company Italia, spiega come la Casa abbia reagito alle difficoltà indotte dalla pandemia del coronavirus e quali strategie abbia messo in atto nell’anno che sta per concludersi.
Il 2020 è stato un anno molto particolare: si può dire che ci sia stata una ripresa della domanda business dopo il lockdown di primavera o se ne sentono ancora gli effetti? E come pensate si chiuderà l’anno per la vostra azienda?
Parlare di ripresa vera e propria sarebbe una forzatura: sicuramente ci sono stati segnali positivi per la nostra azienda rispetto all’andamento globale di un mercato in netta contrazione. Focalizzando l’attenzione sul noleggio, la tendenza che abbiamo registrato vede i clienti preferire il prolungamento della durata contrattuale invece che procedere al rinnovo: la conseguenza è un irrigidimento dello scoring finanziario da parte dei noleggiatori. Sempre rimanendo sui canali renting, per i motivi citati, prevediamo di chiudere l’anno con una flessione del 20% rispetto agli obiettivi iniziali che ci eravamo prefissati. Resta comunque un dato in un certo senso positivo, poiché i forecast danno la chiusura del mercato renting 2020 a -26% rispetto al 2019 (previsioni Dataforce).
La pandemia ha modificato le richieste da parte della clientela fleet? Registrate richieste di allungamento di contratti in essere, downsizing dei modelli nelle car list, riduzione del numero delle vetture in flotta?
I lockdown e, comunque, la nuova modalità di lavoro in smart working hanno portato a un sensibile calo delle percorrenze chilometriche che, come detto, ha indotto le aziende a preferire le estensioni dei contratti in essere piuttosto che i rinnovi. Sui rinnovi contrattuali abbiamo invece osservato una richiesta di configurazioni con chilometraggi annui inferiori. Non abbiamo riscontrato fenomeni di downsizing, ma una crescita delle richieste di motorizzazioni ibride (Phev), anche se la soluzione principale resta il diesel o, al limite, quella mild hybrid. Non abbiamo riscontrato, infine, riduzioni dei veicoli nelle flotte aziendali dei nostri clienti.
Il diesel conserva intatto il suo appeal tra le vetture aziendali o inizia a dare segnali di flessione anche tra la clientela business?
Nonostante si registri una crescita nella domanda delle motorizzazioni alternative, c’è ancora una fascia di clientela conservativa che trova nel diesel la soluzione ottimale di mobilità. Fortunatamente oggi siamo in grado di fornire delle scelte ugualmente valide con le motorizzazioni mild hybrid. La Kia oggi può offrire sia soluzioni diesel, sia turbobenzina accorpate con l’ibrido leggero a 48 Volt su buona parte della propria gamma.
Avete introdotto nella vostra offerta soluzioni differenti e innovative rispetto a quelle tradizionali del noleggio e del leasing finanziario?
Un caso sicuramente interessante è quello di KiaMobility, il programma di smart renting sperimentale introdotto da poco in Italia come piattaforma pilota. Si tratta di un primo passo nel processo di trasformazione da car maker tradizionale in erogatore di servizi di mobilità a 360 gradi. Con KiaMobility le nostre concessionarie delle grandi città (per ora si tratta solo di quelle di Milano, Como e Varese) avranno la funzione di hub per il noleggio vetture pensate per i flussi in ingresso alle aree metropolitane. Grazie a un’app è possibile individuare la disponibilità delle auto noleggiabili presso le concessionarie, prenotarle e pagarle. Tutto direttamente tramite smartphone.
Registrate una crescita di domande di modelli green e di quali tipologie? Mild e full hybrid, plug-in, full electric, altri tipi di alimentazioni alternative come il metano?
Stiamo lavorando molto bene con il sistema mild hybrid che, al momento, è la soluzione migliore per gestire la transizione dai combustibili tradizionali al mondo dell’ibrido. Abbiamo senza dubbio notato una crescita interessante della richiesta di modelli plug-in, ma con numeri assoluti ancora marginali. Discorso differente, invece, per il mondo delle zero emissioni: la Kia dispone, nella propria gamma, di due veicoli a trazione interamente elettrica, ma per le aziende questa risulta oggi una soluzione ancora di nicchia. Per le imprese queste soluzioni sono ancora strumenti di rappresentanza, che danno un’impronta green alla propria azienda, piuttosto che una valida soluzione per gli spostamenti interni ai grandi poli industriali.
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