Con 276 voti favorevoli e 20 contrari la Camera dei deputati ha approvato con modifiche, in seconda lettura, l’introduzione nel nostro ordinamento del reato di omicidio stradale. Tra le novità approvate dall’assemblea di Montecitorio, il nuovo innalzamento della pena minima a cinque anni dopo che in commissione era stata abbassata da sette a quattro, pena che però sale progressivamente (ma era così già nel testo approvato dal Senato) fino a 18 anni nelle circostanze più gravi.
Aumentano i casi in cui si configura il reato di omicidio. L’aula ha esteso al caso di morte le circostanze già previste nel caso di lesioni. In pratica, oltre alla guida in stato di ebbrezza, sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o in caso di superamento grave dei limiti di velocità, il nuovo reato di omicidio stradale si applicherà (con pena compresa tra 5 e 10 anni) anche nel caso in cui la morte derivi dal passaggio con il semaforo rosso, dall’inversione del senso di marcia, dalla circolazione contromano, dal sorpasso in corrispondenza di attraversamento pedonale o linea continua. Disco rosso, invece, nonostante i recenti dati della Polizia Stradale mostrino quanto preoccupante stia diventando il fenomeno della distrazione alla guida, al caso di morte o lesioni provocate utilizzando il cellulare alla guida.
Via le consulenze agli ingegneri. Eliminata oggi dall'Aula, infine, la norma inserita qualche giorno fa dalla commissione Trasporti che riservava l’attività di consulenti dei pubblici ministeri nella ricostruzione degli incidenti stradali agli iscritti agli albi degli ingegneri o dei periti industriali.
Fino a 30 anni di revoca della patente. La proposta di legge prevede anche la sanzione accessoria della revoca della patente, sia per il reato di omicidio stradale sia per quello di lesioni personali stradali, limitatamente ai casi di lesioni gravi o gravissime. Per le ipotesi più gravi, il testo prevede l’impossibilità di conseguire una nuova patente prima che siano decorsi 15 anni dalla revoca. In alcuni casi il termine è elevato a 20 anni ma sale fino a 30 anni (omicidio plurimo con fuga). Per le ipotesi meno gravi, invece, la revoca va dai 5 ai 12 anni.
Gandolfi (PD): "ora il testo è coerente". "Il nostro lavoro", ha dichiarato a Quattroruote Paolo Gandolfi (PD), relatore di maggioranza, subito dopo l'approvazione della Camera, "è stato sostanzialmente improntato alla correzione di alcune incongruenze rispetto al testo approvato a giugno dal Senato. Di fatto", ha aggiunto, "abbiamo lavorato nella prospettiva e nell'obiettivo di un'approvazione definitiva della legge entro la fine dell'anno".
Biserni (Asaps): "oltre le nostre aspettative". Soddisfatto Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, uno dei più tenaci fautori dell'introduzione del reato di omicidio stradale: "Si è andati oltre le nostre aspettative", ha sottolineato ricordando la prima proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall'Asaps alcuni anni fa. L'unica riserva è l'attenuante del concorso di colpa introdotta alla Camera, che secondo Biserni in molti casi potrebbe vanificare la pena del carcere. Ma il giudizio complessivo è buono: "farà da deterrente".
Il provvedimento tornerà al Senato. Il provvedimento torna adesso a Palazzo Madama per il terzo e, si spera, ultimo passaggio prima della sua entrata in vigore. Che lo stesso viceministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini, presente stamattina tra i banchi del Governo in rappresentanza dell’esecutivo, ha promesso entro la fine dell’anno.
Mario Rossi
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