Annullata la trasferta al Salone di Ginevra, Fabrizio e Giorgetto Giugiaro hanno scelto di presentare tra le mura amiche del loro museo aziendale di Moncalieri, in provincia di Torino, le tre novità che avrebbero dovuto svelare durante la kermesse elvetica. A due di loro avevamo già accennato: si tratta dell’hypercar tuttoterreno Vision 2030 e della sua variante fuoristradistica Desert Raid, che si distingue soprattutto per il diverso set-up delle sospensioni regolabili e gli interni con rivestimenti heavy duty. Riflettori puntati, allora, soprattutto sulla terza vettura, la Bandini Dora: una barchetta elettrica che rispolvera lo storico marchio creato in Romagna da Ilario Bandini e che prende in nome dalla madre di lui.
Fuori dagli schemi. Per la Bandini Dora, alla GFG Style hanno studiato una linea molto personale, che mescola stilemi del passato e forme futuristiche. I suoi elementi di spicco sono due montanti longitudinali che partono dal parafango anteriore, corrono sopra i finestrini laterali, si integrano con il roll-bar alle spalle dell’abitacolo e si spingono poi fino alla coda. Lo stesso Giorgetto Giugiaro parla di un richiamo all’Halo impiegato in Formula 1, visto che questi componenti hanno anche una funzione strutturale, ma il risultato finale appare unico nel suo genere. A rendere originale la carrozzeria in carbonio di questa concept sono anche le proporzioni: con una lunghezza di 480 cm, una larghezza e un passo rispettivamente di due e tre metri esatti e un’altezza di appena 115 cm, l’auto sembra letteralmente schiacciata al suolo.
Separati in casa. L’abitacolo, cui si accede attraverso porte che si aprono a coltello, è improntato al minimalismo, con due posti secchi e una plancia spogliata di qualsiasi pulsante. Tutti i comandi sono accentrati infatti nel touch screen sistemato sul volante, che si avvicina e allontanata dal sedile fisso. Alle spalle di un parabrezza ricurvo, che prosegue senza soluzione di continuità nei finestrini, il pilota e il passeggero sono divisi da una struttura longitudinale a ponte, che delimita lo spazio di ciascuno.
Forse si farà. La Bandini Dora è spinta da un sistema di propulsione elettrico da ben 400 kW (circa 544 CV) scaricati a terra con la trazione integrale. Quanto alle prestazioni, alla GFG Style parlano di un tempo di 3,3 secondi per lo scatto 0-100 e di una velocità massima autolimitata di 250 km/h, mentre l’autonomia dichiarata è di oltre 450 km. Per il momento la Dora è un semplice prototipo ma, stando alle parole di Michele Bandini, nipote del grande Ilario, il sogno è di dar vita a una produzione in tiratura molto limitata, che riporti il nome di famiglia agli antichi splendori.
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