Concept

Mercedes-Benz EQG
Anche il mito diventa elettrico

Mercedes-Benz EQG
Anche il mito diventa elettrico
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Più di quanto accaduto su altre automobili, anche se di categoria stratosferica come la sua, i motori plurifrazionati e le cilindrate esagerate hanno finito per rappresentare una parte essenziale dell’anima della Mercedes Classe G. Pur nata come fuoristrada dura e pura, la Geländewagen, ormai da parecchi anni a questa parte, ha finito per rappresentare il paradigma di certa ostentazione politicamente scorretta in campo automobilistico. E adesso? Bum, l’elettrico, di colpo. Su una concept, per ora, la EQG, che fa il suo debutto in prima mondiale al chiuso del Salone di Monaco. Ma che lascia già capire chiaramente una cosa: anche per la più ancestrale delle Mercedes-Benz, il destino è quello delle zero emissioni.

Sostanza G, dettagli EQ. La EQG, studio già molto vicino alla produzione, mette insieme il lessico espressivo della Classe G con gli strumenti più innovativi già sperimentati sulle altre elettriche di Casa: ecco allora che sulla fiancata, al posto delle caratteristiche protezioni laterali compare una fascia luminosa che pare voler sottolineare la carrozzeria bicolore del modello. La griglia di raffreddamento, a sua volta, viene sostituita da un black panel pieno con al centro la Stella nella nuova interpretazione tridimensionale illuminata con pattern a “round squares” azzurri tutt’attorno e cornice a sua volta resa dalla luce. A completare il forte impatto luminoso del frontale, nuovi elementi circolari sulle calotte dei retrovisori esterni.

Addio ruota di scorta (sulla concept, almeno…) Dotata di cerchi da 22” dal design inedito, la EQG trova nel posteriore un’altra caratteristica saliente: al posto dell’alloggio della ruota di scorta, un altro “round square” richiama esteticamente la forma di una wallbox e fa da vano di carico aggiuntivo, da dedicare eventualmente alla custodia di cavo e altri accessori necessari alla ricarica. Last but not least, il portapacchi sul tetto ha la forma di una “G”, con i lati anteriore e posteriore rappresentati da una banda luminosa: bianca davanti, rossa dietro, fanno il verso alle tradizionali luci supplementari per l’off-road, confermando la vocazione fuoristradistica della EQG.

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Resta il telaio a longheroni. È questo un aspetto non secondario nel discorso che formula la EQG, che conferma al fianco della trazione elettrica un’impostazione telaistica ultra-specifica: quella del telaio a longheroni e traverse (le batterie sono lì integrate) con sospensioni indipendenti davanti e ponte rigido dietro, ovviamente rivisto per integrare due dei quattro motori elettrici (uno per ruota) sui quali fa affidamento il veicolo.

Anche lei salirà lo Schöckl. La combinazione tra la modernità della gestione elettronica individuale di ciascuno di essi e la tradizione delle marce ridotte sembra già premessa di doti in off-road in linea – quantomeno – con quelle delle sue nobili antenate termiche. Anche perché, come tutte loro, anche la EQG dovrà superare i terribili 5,6 km della salita del monte Schöckl, (vicino Graz, in Austria), con il suo terreno estremamente accidentato e i picchi di 60° di pendenza.

COMMENTI

  • Ovvero la classica auto per fare scena al bar, addio viaggi in fuoristrada e per cantieri. Rimpiango la vecchia G originale di 20 anni fa, ci andavo, per lavoro, sulle piste della forestale, in cima all'etna e cosette del genere. Con questa solo al bar
  • Dato che la Classe G ha ormai da tempo perso l'utilizzo prettamente lavorativo per divenire un mezzo d'elitè, come del resto testimoniato pure dalle versioni AMG, credo che la versione elettrica non subirà ripercussioni dal punto di vista delle vendite come invece è avvenuto per le utilitarie tipo la Smart. Da capire l'impostazione tecnica che hanno scelto a Stoccarda, ma probabilmente segue la filosofia della Wrangler elettrica, mantiene cioè la trasmissione meccanica e i motori elettrici sono accoppiati ad essa. ... PS. Tutte le luci e lucine aggiunte all'esterno del prototipo, poi nella versione di serie andranno probabilmente a scomparire visto che vanno a minare ulteriormente la già scarsa autonomia delle batterie...
  • Per fare 300 km in autostrada senza patemi, a questa ne servirebbero 120, di kWh
  • Ma veramente a qualcuno piace?
  • Scelta assurda. Era gia' assurdo il modello endotermico. Farlo elettrico e' francamente ridicolo. Ma ci sara' comunque qualcuno che la compra. Quindi fanno bene a farla.
  • Già immagino quali vertici di massa su strada raggiungerà per avere un livello di autonomia e prestazioni decenti, visto che l'endotermica, grazie all'aerodinamica da carrarmato, si è distinta da sempre per i consumi mostruosi (il nostro inchiodato 240 a gasolio faceva 7-8 km/l solo quando era di buon umore...)