“Per ora, ne abbiamo vinti sei su sei, ma abbiamo presentato circa 330 ricorsi al Giudice di Pace. Ora ci apprestiamo a discutere il caso di una signora che ha collezionato 73 contravvenzioni: siamo sicuri di poter dare buone notizie anche a questa automobilista”. Mario Gatto, presidente di Globoconsumatori canta vittoria. E come lui altre associazioni di categoria e studi legali che hanno presentato ricorso alle contravvenzioni elevate dagli autovelox installati a Milano su viale Fulvio Testi, appesi ai pali della luce 10 e 11, tra piazzale Istria e viale Ca’ Granda.
Ricorsi di carattere tecnico, non solo giuridico. "I due apparecchi su Fulvio Testi”, continua Gatto, "fanno parte di un lotto acquistato dal Comune e tarato in circuito, mentre la taratura andrebbe fatta sul posto, per evitare il rischio di 'sfasature'. Altra leva di difesa: i velox sono stati installati su lampioni alti più di dieci metri, mentre sul capitolato d’acquisto della giunta meneghina si legge che si sarebbero dovuti posare su pali dedicati, alti al massimo 4-5 metri, con un diametro di 6 cm. “I pali della luce sono troppo alti. Col vento oscillano e possono generare rilevazioni sfasate”.
Comune assente. Le telecamere, attivate dal dicembre 2017, hanno prodotto una massa di 70 mila verbali. Nelle prime settimane, una segnaletica inadeguata avrebbe fatto strage; per questo, molti automobilisti, che hanno scelto la via del ricorso indirizzato al Giudice di Pace (fino a 1.000 euro non c’è la necessità di assistenza di un legale), hanno ottenuto ragione. Soprattutto nei casi in cui il Comune non si è presentato in giudizio: “In moltissimi casi l’amministrazione non ha fornito prova, quindi la sentenza è risultata positiva per il cittadino”, spiega l’avvocato Nicola Castiglioni, dello studio legale Donzelli. “I punti chiave dei ricorsi sono la mancata comunicazione ai cittadini dei tempi e dei modi previsti dalla legge, ma anche la cartellonistica errata: i segnali arancioni, per esempio, non andrebbero utilizzati per indicare la presenza di autovelox fissi”. Decine e decine i casi di vittoria davanti al Giudice di Pace: “Un’altra via è quella del ricorso al Prefetto. Si può inviare una raccomandata con il ricorso firmato. Se il Prefetto non risponde entro 360 giorni il ricorso è automaticamente accettato, per silenzio assenso, e le multe decadono”, dice Castiglioni.
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