Circa 500 vittime in dieci anni. Non solo per la distrazione o per l’aggressività dei conducenti, ma anche per le penose condizioni di strade, segnaletica e passaggi pedonali. Nemmeno la tragedia delle ragazze investite in corso di Francia, per giorni ripresa dai media, ha minimamente destato gli uffici preposti. Nessun progetto, nessuna campagna, nessun intervento per migliorare la sicurezza di chi attraversa la strada nella capitale ha trovato spazio mentre, nel frattempo, un altro anziano è stato falciato nei pressi di un passaggio pedonale (via della Casetta Mattei), dove le zebre sono così stinte da non essere quasi avvertibili, un bus ha travolto un 22enne durante una manovra nei pressi della stazione Tiburtina e, nel cuore della notte, un uomo non è riuscito ad arrivare sul marciapiede opposto, dalle parti del Mattatoio di via Togliatti. Ormai, siamo a un morto a settimana. Le cause di questa mattanza vanno cercate nei comportamenti individuali, ma anche nel degrado di strade e segnaletica. Proprio il pessimo stato di cartelli e strisce è considerato il primo responsabile: lo stesso Campidoglio, nella relazione obbligatoria sulla performance del 2018, riconosceva che, su 30 mila denunce l'anno per incidente, quasi 10 mila sono attribuibili a questo fattore.
Vernice a scomparsa. Un'associazione per la difesa dei consumatori, nel tentativo di scoprire come mai l'80% delle strisce di Roma risulti scolorito, ha commissionato una perizia su alcuni assi stradali, a partire da viale delle Milizie. Dopo un anno di monitoraggio, i risultati sono sconcertanti: la pittura utilizzata non riflette, fermandosi a un grado di luminosità notturna di 24 lumen (100 quelli richiesti dalla normativa). Le ditte appaltatrici, si legge nel rapporto, non avrebbero passato la seconda mano con la speciale vernice alle microsfere di vetro, che rende le strisce più visibili. Nonostante questa inadempienza, il Comune le avrebbe pagate, invece di sospendere l'appalto, come consente la legge. La denuncia è stata inviata alla magistratura, che ha aperto un fascicolo.
Verde accecante. Altra causa, la segnaletica nascosta dalla vegetazione. I rami degli alberi non potati, cresciuti nella lunga assenza di manutenzione e nella disastrosa gestione del verde pubblico, coprono i semafori e le paline degli attraversamenti. L'appalto per la manutenzione del verde, dopo diversi tentativi mandati a vuoto dalla giunta Raggi, non è mai partito. Così, in via della Bufalotta, in via Cave e in viale Buozzi, soltanto per fare qualche esempio, passaggi e semafori restano poco individuabili. Altra caratteristica tutta romana sono poi i marciapiedi ingombri di ambulanti e bancarelle: spesso si vedono mamme spingere i passeggini sul bordo della strada, perché il percorso pedonale è ridotto a un budello.
Ci mancava lo smartphone. Dopo un trend in calo iniziato nel 2001, dal 2015 in Italia gli incidenti stradali hanno ripreso a crescere, con i pedoni che pagano il prezzo più alto. Secondo il vicequestore Giandomenico Protospataro, autore di diversi libri sulla sicurezza stradale ed esperto del Servizio stradale del ministero dell'Interno, questo si deve anche al cattivo utilizzo che si fa degli smartphone. "L'esigenza di essere sempre connessi e di chattare, a quanto pare, supera il valore della vita", spiega Protospataro, che intravede la speranza di un'inversione di tendenza nella diffusione degli Adas, come il mantenimento della corsia e il sistema di frenata automatica di emergenza, che diventerà obbligatorio sui modelli di nuova omologazione in vendita a partire da metà 2022. Prima che l'intero parco circolante ne sia dotato, però, passeranno molti anni. Detto questo, nella capitale è poco frequente vedere un veicolo che si arresta prontamente di fronte a un tentativo di passaggio, ancor più prendere una multa per violazione dell'articolo 191 del Codice. Ogni tanto la Polizia locale mette in scena operazioni più dimostrative che di sostanza, come conferma il numero esiguo dei verbali elevati: 1.105 nel 2017 e 1.143 nel 2018, vale a dire circa tre al giorno. A metà dicembre, un blitz degli agenti in piazza Ragusa ha prodotto varie contravvenzioni, ma l'espressione sbigottita dei multati la diceva lunga sulla rarità dell'evento, sebbene il vicecomandante, Carlo Buttarelli, abbia chiesto agli agenti di effettuare almeno quattro controlli a settimana.
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