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Elettriche
Quelle auto a batteria che furono un flop - FOTO GALLERY

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Sarà o no il futuro dell’automobile, l’elettrico? Di certo, il suo presente è ancora controverso: tutti prefigurano un domani popolato di vetture batteria, ma alla prova dei fatti sono pochissimi quelli che, tra costo d’acquisto elevato, autonomia non competitiva e difficoltà pratiche legate alla ricarica, oggi decidono di acquistarne una. Anche nel primo semestre di quest’anno, stando ai dati diffusi dall’Unrae, le auto a emissioni zero sono state infatti appena lo 0,1% del mercato italiano, esattamente come lo scorso anno.  

Solo citycar. Nonostante il loro cammino non sia semplice, le auto elettriche hanno già un passato: alcuni modelli, infatti, possono oramai considerarsi a tutti gli effetti come vetture da collezione. Sono oramai 25 anni che l’industria dell’auto propone, con grande timidezza, varianti a batteria di modelli normalmente mossi da motori endotermici, benzina o diesel. Abbiamo raccolto, nella gallery in alto, alcune di queste elettriche d’antan, lontane anni luce dalle forme esclusive e dalle prestazioni mozzafiato delle Tesla o di altre elettriche di oggi. Negli anni 90 le "zero emission" erano unicamente auto da città, con autonomie modestissime, prestazioni talmente basse da essere quasi inutilizzabili anche solo in tangenziale e prezzi ancora più elevati, in proporzione, di oggi.

Derby Italia-Francia. Come potrete notare, abbiamo riassunto in questa carrellata solo le proposte delle case costruttrici, evitando quelle che, una ventina d’anni fa, erano regolarmente a listino, ma che venivano proposte da piccoli costruttori di nicchia oggi spariti tra cui – giusto per dovere di cronaca e di testimonianza – citeremo il piccolo commerciale Boxel Staff, la Ligier Torpedo, la Mazzieri Micron. Andando ancora più indietro nel tempo (anni 70) un acerbo tentativo venne fatto dalla Zagato con la Zele.

Partita a due. Rimanendo nell’ambito dei "soliti noti" la partita si giocava, vent’anni fa, tra due soli contendenti: la Fiat e la francese PSA. Fatto curioso, oggi che – appunto – l’elettrica è tanto in voga, questi marchi hanno una presenza ancora più marginale di allora in questo settore. In attesa che le annunciate allenze diano i loro frutti, la Fiat 500e, prodotta solo per gli Usa e – per esplicita ammissione di Sergio Marchionne – non certo con margini di utile, è stata più una mossa politica che un ballon d’essai. Quanto invece a PSA, le sister car Citroën C Zero e Peugeot iOn altro non sono se non un rebadging di un prodotto giapponese, la Mitsubishi i-MiEeV, che ha oramai nove primavere sulle spalle.

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