Alfa Romeo I 10 anni della MiTo - FOTO GALLERY

Alessandro Mirra Alessandro Mirra
Alfa Romeo
I 10 anni della MiTo - FOTO GALLERY
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“Guido ha una concessionaria Alfa, proprio accanto a un bar alla moda, in una grande città italiana. […] Ogni giorno, nel pomeriggio, assiste al raduno dei giovani davanti al bar per l’aperitivo della sera. Ci sono sempre due o tre Mini a questi raduni improvvisati, un paio di Smart… ma le Smart a Guido sono indifferenti. Le Mini no, quelle lo fanno proprio imbufalire. Non può fare a meno di pensare che quei giovani potrebbero guidare un’Alfa”. Iniziava così il nostro articolo dal titolo “Un Biscione corto corto”, pubblicato su Quattroruote di agosto 2004, con l’auspicio di una piccola sportiva della Casa lombarda.  

Le Mini. A partire dal 2001, il fenomeno Mini prese piede in Europa (e non solo) e nel gruppo Fiat, ancora per poco impegnato nella difficile convivenza con la General Motors, non c’era nulla di simile: seppur alla moda, la Lancia Ypsilon era troppo elegante e votata al confort per rubare clienti alla piccola anglotedesca. Per fascia di prezzo e doti sportive, l’alternativa italiana alla Mini era un modello ben più grande. Non proprio la stessa cosa: “Appena due giorni prima (Guido) se n’era lasciati scappare un paio - proseguiva il nostro articolo - una giovane coppia, ha guardato la 147, bella, però la volevano un poco più piccola e poi più giovane, meno seria, più trendy, insomma… più Mini. Alla fine hanno ringraziato e sono usciti”.

La nostra idea. A quel punto ci chiedevamo: “Comprereste un’Alfa Romeo compatta, più compatta della 147, ma con tutti i caratteri che fanno l’identità del marchio italiano?”. Per aiutare i lettori nella risposta avevamo immaginato la vettura avvalendoci della collaborazione della Fumia Design Associati. Per la “Sprint”, questo il suo nome, a vevamo pensato a soluzioni tecniche in grado di garantire il contenimento dei costi senza sacrificare la guida sportiva: il pianale della Punto, nonché un “avantreno con il collaudato sistema MacPherson” e un “retrotreno a ruote interconnesse, ma con molle e ammortizzatori dedicati, per aumentare la precisione di guida”.  

La decisione. Non sappiamo quanto abbia influito il nostro articolo tra i vertici del gruppo torinese, ma da lì a poco l’ipotesi di una piccola Alfa sarebbe diventata sempre più insistente, fino a ottenere il disco verde. E con molte delle caratteristiche da noi auspicate. Del resto, erano anni di grande vitalità nei segmenti più piccoli per il gruppo Fiat. La Grande Punto del 2005 risollevòl le sorti del marchio, che avrebbe poi riscosso una (rinnovata) fama planetaria con la 500 del 2007. Ed entrambe, soprattutto la seconda, rilanciarono il marchio Abarth.

La rassegna. Le premesse per un piccola sportiva del Biscione, insomma, c’erano tutte: il progetto ZAR 955, meglio noto come “Junior”, prese vita. Dieci anni anni fa, il 14 marzo del 2008, venivano finalmente diffuse le prime immagini ufficiali della MiTo, della quale ripercorriamo storia e caratteristiche nella nostra gallery.

ema deep

Alfa ha bisogno di tornare alle origini, per ridare lustro al marchio, quindi non penso che l'erede della mito possa essere una mini suv su base renegade, un'auto con velleità sportive deve essere più bassa e corsaiola. Riguardo la Giulietta, auto che vende ancora benissimo, penso si meriti un'erede a trazione posteriore utilizzando il pianale giorgio. Quindi pianali alfa e motori alfa, nel segno della tradizione.

COMMENTI

  • Alfa ha bisogno di tornare alle origini, per ridare lustro al marchio, quindi non penso che l'erede della mito possa essere una mini suv su base renegade, un'auto con velleità sportive deve essere più bassa e corsaiola. Riguardo la Giulietta, auto che vende ancora benissimo, penso si meriti un'erede a trazione posteriore utilizzando il pianale giorgio. Quindi pianali alfa e motori alfa, nel segno della tradizione.
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  • Gsi ti do ragione per 2 cose, mi scuso col mio italiano indecente in quel post, tanto pessimo che non lo capisco nemmeno io, poi si ok mini nell'ultima serie è stata peggiorata molto anche nella 3 porte, quel pianale bmw non si adatta bene nè sulle mini nè sulle medie. Al contrario da quel che si vedeva nella anticipazioni mito 5porte invece sembrava riuscita, frontale meno da pesce e proporzioni ok, ma è stata toppata....storia vecchia, ora penso e spero che la renegade/500x verrà ben ricarrozzata con marchio alfa. Cmq gsi scrive come fossimo nel 1988 non nel 2018, i gusti e la gente cambia. A me pare che 2 auto che vanno molti tra i giovani adesso, a parte nelle versioni top, hanno ben poco di sportivo e "gran contenuti" quelli che tanto decanta gsi senza esempi concreti, il nome di queste auto 500,a1...possibilmente bianca e con motore base. Per tutti gli altri la comoda B 5porte va benissimo si carica meglio:-)
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  • rispondo qui a luigi e a bond, il cui intervento, palesemente sgrammaticato all'inverosimile, conferma tutte le mie opinioni sul suo conto. prima di tutto, l'articolo è un invito: se non si ha nulla da festeggiare ci si astiene dal fare commenti. ritenere superata un'auto che, quasi unica nel suo segmento, propone da sempre il dna per tarare tre tipi di assetto mi pare una "dimenticanza" giustificabile solo con l'incompetenza di chi la sostiene. la mito è stata anche una delle prime segmento b a proporre il cambio a doppia frizione. averla mantenuta sempre simile al modello di origine mi sembra più un punto di forza che una debolezza: a voi due forse piace di più la mini a 5 porte rispetto a quella del 2002? non si poteva forse farne a meno? evidentemente voi due non avete mai avuto 20 anni: è un peccato. io avrei fatto carte false per avere una mito a quell'età, anche a due cilindri (turbo): purtroppo sono nato un po' troppo presto, ma, a tutt'oggi, non conosco segmento b (oltre alle abarth, ma queste sono, sotto certi aspetti, già diverse) più adatta ai giovani: o li condannereste alla polo della mamma e alla yaris ibrida del nonno? tra l'altro, un modello base così "piccolo" (e che non conosce l'onta del 4 cilindri modulare, pagato come un 1,4 e utilizzato come un 0,7) consente di far diventare alfista e fidelizzare il giovane cliente, che, nella vita, crescerà con alfa sempre più grandi. fantascienza per le vostre orecchie
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  • sottoscrivo in tutto commento di Ferraro, c'è poco da festeggiare auto nata benino, non un capolavoro però, e gestita in modo pessimo con quasi zero modifiche in 10 anni, da voler fare la premiumm a essere venduta a 9999 euro...classico di FCA, ora dimentichiamola e guardiamo avanti. Finalmente , forse vedremo il plan tra qualche mese, si sono decisi ottimo sostituire questa, e in pratica anche giulietta, con un suv su base 500x,renegade, speriamo che per il 2020 siano anche pronti motori adeguati versioni ibride dei 3-4 cilindri brazil. Ripeto ottima scelta di fca, l'augurato, anzi per molti troll da fprum certo:-), SUV più piccolo di Stelvio su base Giorgio Tp er inutile anzi dannoso:-), visto le tasche di FCA ovvio fare questo al posto di una erede "classica" di Giulietta/mito, se FCA era una normale casa auto e non una finanziaria una erede della Giulietta ci stava quella si magari su base Giorgio Tp... visto l'abbandono dell'attuale pianale.
  • Nella mia città (Bergamo) sto assistendo alla estinzione del marchio FCA.Solo W e in subordine Audi.Non è ora di darsi una mossa?Alfa con solo Giulia e Stelvio potrà al massimo avere i numeri di Jaguar!
  • I piccoli errori sono esteticamente passaruota troppo abbondanti con misere ruote. Frontale da pesce lesso e prezzi esagerati all'inizio. Peccato perchè quella che avevamo era un piacere guidarla, scattante e divertente. Ora leggo che ne faranno un Suv ma mi lascia basito il fatto che possa essere derivata Fiat (ancora) quando Marpionne ha asserito più volte che Alfa non lo sarebbe stata più. Certo se carina magari ci ritorno sopra.
  • Francamente trovo imbarazzanti i festeggiamenti per i 10 anni di un modello che è sostanzialmente lo stesso da 10 anni , non più competitivo e che nella sua storia è stata oggetto di scelte aziendali a dir poco pietose ( tipo montare su un'Alfa l'ignobile bicilindrico da 0,9 litri). All'epoca fu una buona intuizione , un'auto compatta sportiva con il blasone di un'Alfa. Tanto per cambiare bisognava crederci e continuare a investire sul modello rinnovandolo e magari proponendo una variante a 5 porte. Ma che ne parliamo a fare , è la triste storia di tantissimi modelli FCA che pur essendo nati bene vengono abbandonati a se stessi e lasciati morire senza eredi.
  • E' stata la prima Alfa a seguire lo stile della 8C, una delle auto piu' belle mai disegnate. E non e' un caso che la Mito, a 10 anni dalla sua uscita, ha ancora una linea molto fresca. Pero', un classico in casa FCA, e' stata abbandonata a se stessa ed e' perfino un miracolo che ancora qualcosa venda. D'altro canto l'Alfa ha (finalmente) intrapreso un programma di rifondazione ed era ineluttabile che per la Mito non ci fosse piu' posto; e se inoltre pensiamo a Mini, che sta a galla grazie ad una non-Mini - la Countryman - possiamo concludere che il destino della Mito era comunque segnato
  • Complimenti Mito, sempre deforme, fin dal primo giorno.
  • ottima vettura riuscita......però appunto 10 anni.......l'hanno tirata troppo a lungo. ..Vorrei tanto comprare italiano ... ma FCA sta tirando troppo la corda...... solo Rumors......(500 5 porte, MITO suv, Baby jeep SUV.... Nuova Punto SI.....Nuova Punto no.....). Purtroppo il gruppo vw (che non è nelle mie grazie) ha un altro passo.... sforna modelli in continuazione..........
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  • 10 anni e non sentirli: mito di nome e di fatto. nell'ansia di cambiare la mini è diventata quella che conosciamo oggi: 5 porte dal passo lunghissimo e con il musone più una countryman che rinnega tutto quanto di positivo fatto con il primo modello. la piccola alfa non avrà un'erede? resta un modello di grande successo nella storia unica del marchio
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  • Possiedo un modello a benzina 136 CV dal 2010. La mia opinione sulla macchina è la seguente: 1) Buona qualità di produzione, accettabile per il voto medio della categoria. 2) Frenata media. 3) Manutenzione a basso costo. 4) consumo medio ad oggi 7,4 litri di benzina. 5) comportamento di guida molto buono nella curva e nell' improvviso cambio di rotta, specialmente su una superficie stradale asciutta. 6) ottime prestazioni aerodinamiche (assenza di rumore aerodinamico). 7) Dato che ha ruote 205/45/17 con il pacchetto sportivo è un po 'noioso nei lunghi viaggi su asfalto di media qualità. 8) Bellissimo design che si distingue ed è degno della storia del marchio. 9) È fondamentalmente un PUNTO , su cui è basato
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  • nella galleria manca un'immagine: la vostra ricostruzione della Sprint, giusto per vedere quanto vi eravate avvicinati
  • mi è piaciuta all'inizio, ma non era adatta alle mie necessità e quindi non la ho mai acquistata. Tuttavia devo osservare che non è stata certo un successo commerciale, contriamente alla Mini: basta guardare i numeri di vendita in Europa. Perchè? Forse perchè ha debuttato con motorizzazioni inadatte? O perchè il marchio era già appannato? O altro ancora?
  • L'ho guidata per diversi anni (1400turbobenzina 155cv): mai un problema,brillante,consumi buoni,incollata all'asfalto. E,cosa importantissima,compatta! Vedremo questo eventuale mini-suv-mito come sarà...
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  • Festeggeranno anche i 20 anni tra un po', e senza aver cambiato/aggiornato una fava!!
  • Possessore da giugno 2017. E' amore quotidiano.
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