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Auto trasformabili
Se il tetto apribile diventa una capote – FOTO GALLERY

Auto trasformabili
Se il tetto apribile diventa una capote – FOTO GALLERY
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Il fascino di viaggiare en plein air ma senza scoprirsi troppo. Se oggi il tetto apribile è in genere relegato nella lista degli optional a pagamento, in passato faceva parte della dotazione standard di vetture iconiche come la Fiat 500 del 1957, la Citroën 2CV e di altri modelli. Auto tutt’altro che di lusso, equipaggiate con quello che oggi, al tempo di sofisticati climatizzatori e tetti di vetro panoramici, viene considerato un capriccio dell’automobilista.

Idea economica. Proprio perché parliamo di auto economiche, la ragione di tale scelta può essere individuata nei costi di produzione: di fatto, il prezzo dell’acciaio rendeva all’epoca più conveniente utilizzare la tela per il tetto, risparmiando sul ricorso alle superfici metalliche. Del resto, al contrario di oggi, i tetti di tessuto non venivano abbinati ad avanzati e altrettanto costosi meccanismi di apertura, potendo contare su semplici ed economici bottoncini, come quelli che fecero la fortuna, anche in decenni più recenti, delle fuoristrada-cabriolet.

Una vera capote. Parlare di tetto apribile, però, è riduttivo: quelli visti sul Cinquino, sulla sua progenitrice Topolino e sulla “Deux Chevaux” sono in realtà delle vere e proprie capote. Il profilo di queste vetture, con tutti i montanti al loro posto, è quello delle automobili a carrozzeria chiusa, ma che, da aperte, rimandano al fascino delle vere cabriolet. In casi simili, si parla di vetture trasformabili, in ossequio alla denominazione che identificava in passato questo tipo di carrozzeria. In tempi più moderni, l’idea è stata ripresa su vari modelli, come la Nuova Fiat 500 elettrica. La quale è tuttavia solo l’ultimo dei vari esempi che abbiamo raccolto nella nostra galleria di immagini.

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