Curiosità

Lamborghini LPI 800-4
Gandini: "Quel remake tradisce lo spirito originario della mia Countach"

Lamborghini LPI 800-4
Gandini: "Quel remake tradisce lo spirito originario della mia Countach"
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Marcello Gandini non è mai stato un designer omologato. E neppure uno spirito “allineato” e conformista. Anzi, l’originalità del suo pensiero e il carattere schivo del suo personaggio hanno contribuito a dipingere un’immagine quasi scorbutica, o comunque snob, del papà di auto leggendarie come le Lamborghini Miura prima e Countach poi. Scorbutico in verità Gandini non lo è mai stato, anzi ha sempre accompagnato la grande preparazione tecnico-culturale a un tratto umano di dolcezza, e neppure lo si potrebbe definire snob nel senso deteriore del termine. Semmai un po’ elitario nelle scelte e fortemente impermeabile ai trend del momento. Ancora una volta conferma questo suo tratto di indipendenza intellettuale e di allergia alle operazioni mediatiche con una presa di posizione molto netta nei riguardi della recentissima Lamborghini Countach LPI 800-4, un omaggio in serie limitata alla sua leggendaria creazione del 1971.

Lamborghini Countach: Marcello Gandini incontra Mitja Borkert

Nessun ruolo nell’operazione. Gandini affida le sue puntualizzazioni a un comunicato ufficiale (che riportiamo di seguito integralmente), nel quale afferma che nulla ha a che fare con il remake, anche in risposta “a richieste di chiarimenti ricevute nelle ultime settimane dalla stampa e da addetti ai lavori”, che si chiedevano se fosse in qualche modo coinvolto nel progetto della casa di Sant’Agata Bolognese. Il designer, però, non si limita a precisare che “non ha avuto alcun ruolo in questa operazione”, della quale non era neppure a conoscenza, ma “afferma, in qualità di autore e creatore dell’opera originale, che il rifacimento non rispecchia il suo spirito e il suo modo di vedere”.

I remake negano l’innovazione. In altri termini è lo stesso concetto di remake ad essere privo dello spirito di innovazione che “ho cercato di mettere alla base del mio lavoro”, dice Gandini. E prosegue: “Ho costruito la mia identità di designer, in particolare per ciò che riguarda l’ambito delle supercar che ho creato per Lamborghini, su un concetto unico: ogni nuovo modello doveva essere completamente diverso rispetto al precedente. È chiaro che mercati e marketing sono cambiati molto da allora, ma per quanto mi riguarda, ripetere un modello del passato rappresenta, secondo me, la negazione dei principi fondanti del mio DNA di car designer». Insomma, una presa di distanza che più netta non potrebbe essere.

2021-Lamborghini-Countach-06

La lettera inviata da Marcello Gandini:

Torino, 22 ottobre 2021 - In relazione alla recente comunicazione da parte di Automobili Lamborghini della messa in commercio della Countach LPI 800-4, cosiddetta nuova Countach, Marcello Gandini prende le distanze e precisa che in nessun modo è stato messo al corrente dell’operazione da parte di Automobili Lamborghini stessa. Dal momento che un pubblico esterno, vedendo e leggendo quanto comunicato da Automobili Lamborghini e di riflesso dai media in questo periodo, potrebbe essere indotto a pensare che vi fosse a monte dell’operazione una messa a parte, un coinvolgimento o finanche una benedizione di Marcello Gandini, è opportuno chiarire i fatti e ribadire che lo stesso non ha partecipato né era a conoscenza in alcun modo del progetto.

Nella primavera 2021 un’intervista video viene richiesta dall’ufficio stampa Lamborghini con l’oggetto concordato di una chiacchierata con Mitja Borkert in occasione dei 50 anni della Countach e come sempre viene, cortesemente, concessa. Nel corso dell’intervista, realizzata in data 15 giugno 2021, Borkert presenta a Marcello Gandini un modellino in scala ridotta definito suo “personale omaggio al Maestro Gandini”, fatto per se stesso e come base per un modello celebrativo da presentare a Pebble Beach in agosto in occasione del cinquantesimo anniversario della Countach.

Né in precedenza né nel corso dell’intervista è stato dichiarato che la vettura fosse programmata per una produzione in serie limitata. Nel segno dell’eleganza e della gentilezza che da sempre lo contraddistingue, di fronte al modello in scala presentato da Borkert, Marcello Gandini nel corso dell’intervista ha abbozzato un sorriso e convenevoli di rito.

Nell’apprendere però, come tutti dalla stampa, che l’operazione non era una celebrazione fine a se stessa dei 50 anni della Countach, ma preannunciava la vendita di un consistente numero di esemplari di un suo rifacimento, e vedendo l’utilizzo fatto della suddetta intervista, è doverosa una precisazione, anche in risposta alle innumerevoli richieste di chiarimento ricevute da Marcello

Gandini da parte di esponenti della stampa e addetti ai lavori del settore del car design nelle scorse settimane.

Marcello Gandini, oltre a precisare che non ha avuto alcun ruolo in questa operazione, afferma, in qualità di autore e creatore dell’opera originale, che il rifacimento non rispecchia il suo spirito e il suo modo di vedere. Uno spirito di innovazione e rottura degli schemi, a suo avviso, totalmente assente nel remake: «Ho costruito la mia identità di designer, in particolare per ciò che riguarda l’ambito delle supercar che ho creato per Lamborghini, su un concetto unico: ogni nuovo modello doveva essere completamente diverso rispetto al precedente. Il coraggio, la capacità di creare rottura senza attaccarsi al successo dell’auto precedente, la sicurezza nel non voler cedere all’abitudine sono stati l’essenza stessa del mio lavoro. È chiaro che mercati e marketing sono cambiati molto da allora, ma per quanto mi riguarda me stesso, ripetere un modello del passato rappresenta, secondo me, la negazione dei principi fondanti del mio DNA di car designer», spiega.

Marcello Gandini, dunque, chiarisce che non ha preso parte né approvato il progetto, che non ha ottenuto alcun suo placet. Qualsiasi presunzione che si tratti di una nuova Countach promanante (anche solo in via di assenso) da Marcello Gandini risulta non veritiera.

Cordialmente,

Marcello Gandini

COMMENTI

  • Considerando che, da quel che leggo qui, l'intervista a Gandini è data per la primavera mentre la presentazione dell'auto avviene in autunno, sarebbe da capire se l'operazione "gemellaggio" del modello col designer è nata fin dall'origine con questo intento, oppure c'è stato un aggiustamento dell'ultim'ora. Per essere più chiari, la paternità della questione ricade su Domenicali o su Winkelmann???
  • Divertente osservare in questo video come il vetiario dei due designer possa essere il riflesso della loro creatività, ovvero sciolta giovane e molto viva per Gandini, e castigatae quadrettata per l'altro ignoto ritrattista.
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  • Qualche turista della Storia Automotive, con mira al profitto ed alla speculazione pure su un anniversario pur significativo, ha pensato di sfruttare la cortesia del Maestro Gandini e noi segnaliamo che non ha caso le auto di questi non-signori finiscono in mano alla peggio gioventu' - a Londra come a South Beach. Il cliche' e' per i vinti. Gandini e' un outlier. Non cerciamo di metterli insieme, tipo wurstel e linguine.
  • Gandini è stato tratto in inganno con la video l'intervista, così da sfruttare la sua immagine. Il remake della Countach è grossolano, sproporzionato e sgraziato. Ovunque, online, è stato schermito e criticato. Hanno ripannellato l'Aventador, arrivata a fine carriera. Oltretutto lasciando immutati gli interni. Un'operazione cheap e volgare.
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  • Si fanno i remake perché mancano le idee e in questo Vag è il campione indiscusso. Ogni nuova auto che sfornano - a ritmo insulso, fra l'altro - è frutto di sapiente fotocopiatura; il capo del design deve chiamarsi Xeror. Per Audi, per esempio, è ancora un remake di quello che fece Da Silva
  • stile vs marketing ha ragione da vendere, ma ormai la passione e la cultura dell'auto è morente, quindi, si rimesta nel passato.
  • Tanto di cappello al maestro Gandini che non le manda a dire. Pessima caduta di stile per Lamborghini.
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