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Lusso e supercar/11
Più che personalizzazioni, pezzi unici

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Più che personalizzazioni, pezzi unici
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In quell’Olimpo dei motori che è la Motor Valley c’è un’azienda relativamente giovane, ma già ai massimi livelli dell’automotive internazionale, il cui prestigio è in continua ascesa. Si tratta della Pagani Automobili, fiore all’occhiello del motorismo italico, nata nel 1991 dalla mente (e dal cuore) di Horacio Pagani che è un po’ il Leonardo da Vinci delle hypercar. La sua azienda ne produce una cinquantina l’anno, destinate ai più facoltosi ed esigenti collezionisti del mondo, disposti a spendere qualsiasi cifra pur di mettersi in garage un pezzo unico. Infatti, “non esiste una Pagani uguale a un’altra”, dicono orgogliosamente da San Cesario Sul Panaro (Modena).

Bespoke sine qua non. “La personalizzazione è il core business della nostra attività”, spiega il costruttore. “Il processo di configurazione dell’auto è totalmente su misura”. In altri termini, si tratta di dare forma ai desideri più disparati di una clientela esigente, la stessa che si approccia al mondo Pagani attraverso la rete dei dealer sparsi ai quattro angoli della terra, dove inizia il processo di personalizzazione dell’auto, attraverso l’analisi di campioni relativi a colorazioni e materiali. Successivamente, grazie al car configurator virtuale, l’acquirente può avere un primo assaggio dell’aspetto del suo bolide. “Tuttavia, è sempre possibile visionare la linea di produzione, perché solo così si possono vedere e toccare con mano le nostre automobili. E apprezzare al meglio la moltitudine di opzioni che possiamo offrire”.

Horacio ti aiuta a configurarla. Se è vero che parliamo di prodotti sartoriali, è anche vero che in casa Pagani il sarto mastro è Horacio Pagani in persona. Insieme al team di designer dell’azienda, infatti, è lo stesso fondatore a seguire il futuro proprietario nelle scelte tecniche ed estetiche. Il che, oltre a essere quasi un unicum nel panorama automobilistico odierno, ha un valore difficilmente quantificabile: è, per intendersi, un po’ come avere la possibilità che hanno avuto in passato pochi fortunati di configurare la propria Rossa insieme a Enzo Ferrari o la propria Lambo seguendo i consigli di Ferruccio Lamborghini. Qualcosa di inestimabile, appunto.

Un alter ego su ruote. “Tutti i nostri clienti esprimono richieste particolari e non potrebbe essere altrimenti: si tratta di realizzare oggetti che, in qualche modo, rappresentano un’estensione della personalità stessa di chi li acquista”, sostiene Pagani. Significa che la cosiddetta “richiesta particolare” è lo standard operativo della marca, sia che si tratti di realizzare componentistica su misura – come può essere il pomello del cambio – sia che la richiesta comporti l’aggiunta di appendici aerodinamiche dedicate, che implementano le doti fluidodinamiche del veicolo. E non manca il classico dei classici, ovvero il committente che si presenta in azienda portando con sé la borsa della moglie, chiedendo che l’interno della sua auto ne ricalchi la fantasia piuttosto che il materiale. E c’è persino chi ha voluto che il logo della sua Pagani fosse prodotto utilizzando delle pietre preziose o inserendo della foglia d’oro in alcuni componenti.

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Affinità elettive. “Spesso i nostri clienti hanno avuto un percorso di vita comune a quello di Horacio, partendo da umili origini e arrivando alla realizzazione di business di successo nei settori più variegati”, raccontano da San Cesario. Persone che, magari, hanno piacere di mettere un po’ del loro savoir-faire nella supercar che comprano. Per esempio, “un imprenditore che opera nel settore aeronautico ha voluto che alcuni componenti della sua vettura fossero fabbricati con titanio del medesimo grado utilizzato nel campo dell’aviazione”. Quindi l’azienda si è dovuta attivare per realizzarli e renderli coerenti con gli standard estetici e tecnici della Casa, che ama definirsi come un vero e proprio atelier di stile.

L’emozione prima di tutto. “Si tratta di produrre oggetti che siano in grado di trasmettere un’emozione, da fermi e in movimento”. Di fatto la costruzione di una Pagani si configura come una sorta di viaggio fra stile e tecnica in cui l’azienda – ed Horacio in primis – cerca di aiutare il cliente a dare una forma compiuta a ciò che ha in mente. Ne consegue che il suddetto viaggio parte sempre dalla personalità del futuro proprietario: “Alcuni sanno già perfettamente cosa desiderano, altri invece lasciano carta bianca”. Un po’ come fossero dei mecenati che commissionano un’opera a un artista. Ah, naturalmente ogni vetture della Pagani è rigorosamente assemblata a mano, in maniera squisitamente artigianale.

Personalizzazione costante. “Chi acquista una Pagani non viene mai abbandonato, nel senso che rimane sempre parte della famiglia. L’azienda, infatti, realizza pure diversi pacchetti di aggiornamento tecnico per le vetture con qualche primavera alle spalle: “Significa mettere sempre a disposizione quella che è l’ultima tecnologia disponibile anche per chi ha comprato una Pagani qualche anno fa”. Si va, quindi, da pack che consentono di modificare il look dell’auto a quelli che ne esaltano le prestazioni o la resa fluidodinamica. In modo che l’opera d’arte sia in costante evoluzione…

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