Vi siete mai chiesti come nasce un cerchio in lega? No, non è un segreto custodito in qualche laboratorio NASA… la verità è molto più romantica, e un pizzico più assurda.
OZ: dal benzinaio alla Formula 1 | La storia dei cerchi italiani
Dove tutto ebbe inizio
Siamo a Rossano Veneto, inizio anni ’70. Due ragazzi, Silvano Oselladore e Pietro Zen, lavorano in un benzinaio. Tra una tanica di verde e un caffè al bar, i due pensano a come alleggerire la loro Mini Cooper che di lì a poco avrebbe dovuto prendere parte ad un rally. E così, nel retrobottega improvvisato dietro la pompa di benzina, nasce il primo cerchio O.Z: dieci pollici di alluminio e incoscienza. Era il 1971.
Il giro del mondo
Quello che sembra un passatempo da officina di provincia diventa presto un simbolo. Già negli anni ’80 O.Z non è più la “botteguccia dietro il distributore”, ma un nome che gira tra Lamborghini, Alfa Romeo e la Formula 1. I cerchi OZ finiscono sotto le monoposto di Patrese e Cheever, mentre in Giappone aprono persino una filiale a Tokyo: mica male per due ragazzi con le mani sporche di benzina.
Le vittorie nel DNA
E da lì in poi è un crescendo: vittorie in F1, titoli mondiali nel rally, campionati turismo… ovunque ci sia una ruota che deve girare veloce, c’è una buona probabilità che sopra ci sia scritto O.Z. Perché, in fondo, questa è la magia del Made in Italy: partire da un distributore di provincia e finire sui podi del motorsport mondiale.
L'icona compie gli anni
Proprio quest'anno cade una ricorrenza importante per il marchio veneto: i 20 anni del loro cerchio più iconico, l'Ultraleggera. Dunque, se volete saperne di più date un occhio al video qui sopra.
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