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Auto più efficienti, pesanti e potenti: Nature usa i dati di Quattroruote per spiegare l’aumento delle emissioni

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Uno studio pubblicato su Nature, che ha analizzato 531 modelli venduti in Europa negli ultimi 15 anni, ha dimostrato che l'aumento progressivo di potenza e di massa delle auto ha contribuito a mantenere elevati i consumi, e di conseguenza le emissioni, riducendo gli effetti positivi derivanti dalla maggiore efficienza dei powertrain più moderni.

Lo studio, i cui dati sono stati raccolti utilizzando i risultati delle prove di Quattroruote, è stato condotto da diversi ricercatori, tra cui il professor Franco Ruzzenenti, docente dell'Università di Groningen, in Olanda.

Auto più efficienti, pesanti e potenti: Nature usa i dati di Quattroruote per spiegare l’aumento delle emissioni

Il "Power Rebound Effect"

Partendo dal presupposto che le auto moderne sono più efficienti, anche e soprattutto per i passi avanti compiuti sul fronte delle motorizzazioni, ci si aspetterebbe una riduzione delle emissioni legate al trasporto privato, anche grazie alle normative di omologazione sempre più stringenti. I dati reali, invece, dicono l'opposto: negli ultimi vent'anni le emissioni da auto private sono passate da 2,2 a 3,2 miliardi di tonnellate.

Secondo l'articolo pubblicato su Nature, questo si spiega in diversi modi: da un lato, la discrepanza tra le emissioni dichiarate e quelle reali (che ha portato nel 2017 alla sostituzione dei cicli di omologazione Nedc con quelli Wltp). I ricercatori considerano anche il cosiddetto effetto rimbalzo, quello per cui il miglioramento generale dell’efficienza energetica (di un'auto, ma non solo) porta ad aumentare i consumi complessivi. Poi c'è il fatto che, molto banalmente, ci sono molte più automobili sulle strade (europee, ma non solo): in Europa siamo passati dai 156 milioni del 1990 ai 247 milioni del 2020.

Da ultimo, che è poi l'aspetto chiave dello studio, va considerato che la potenza media delle auto è aumentata nel tempo, di pari passo con l'efficienza energetica dei loro motori, portando a quello che i ricercatori hanno definito "effetto rimbalzo di potenza" ("power rebound effect"), per cui la maggior quantità di cavalli a disposizione porta a guidare in maniera più aggressiva (accelerazioni improvvise, curve prese in fretta, frenate più brusche), annullando quindi i vantaggi in termini di consumi e di emissioni allo scarico.

Secondo i ricercatori, i risultati dello studio potrebbero avere implicazioni a livello politico, visto che si chiede al legislatore di sviluppare strategie che disincentivino il continuo aumento di potenza.

Per quanto riguarda le auto elettriche, i minori dati a disposizione non hanno permesso di ottenere un risultato definitivo: considerato che molti modelli dispongono di cospicue cavallerie, sarà interessante capire se studi simili si occuperanno di valutare anche le implicazioni energetiche di questa "prestanza", per quanto a emissioni zero (allo scarico). 

Auto più efficienti, pesanti e potenti: Nature usa i dati di Quattroruote per spiegare l’aumento delle emissioni

Il ruolo di Quattroruote

Al di là delle conclusioni dello studio, o meglio delle richieste che ne derivano, più o meno condivisibili, un dato è certo: in mancanza di dati ufficiali dei governi, i ricercatori hanno attinto alla fonte immediatamente più attendibile, ossia l'enorme database del Centro prove di Quattroruote: test condotti da "un gruppo di driver professionisti, che guidano le auto in pista per misurarne le prestazioni e sulle strade per valutarne i consumi in condizioni reali". La rigorosità delle prove, unita all'ambiente controllato (con i macchinari e i sensori) "assicurano l'affidabilità dei dati e stabiliscono una configurazione credibile per analizzare la relazione tra le proprietà di un'auto e la sua efficienza energetica".

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