Pronostico rispettato: a vincere l’edizione 2014 della Mille Miglia, gara di regolarità per auto storiche che rievoca quella che Enzo Ferrari definì “la corsa più bella del mondo”, è stato l’equipaggio Mozzi-Biacca a bordo di una Lancia Lambda 221 Spider del 1928. Sul podio, accanto ai vincitori, sono finiti Gamberini-Magni, che hanno portato in gara l’Alfa Romeo 6C 1750 Zagato del 1930 dell’Automobilismo storico di Arese, e Moceri-Cavalleri, in lizza con un’Aston Martin Le Mans del 1933. La bella prova del team del Museo Alfa Romeo è stata completata dal sesto posto di Salvinelli-De Marco, a bordo di una 6C 1500 SS del ’28. Nella top ten sono finiti, tra gli altri, gli argentini Tonocongy-Berisso (quinti con una Bugatti T40 del 1927) e i giapponesi Takemoto-Takemoto (ottavi con un’altra Bugatti, ma del tipo T35A). La Coppa delle dame, infine, è andata all’equipaggio Grimaldi-Fanti su una Jaguar XK120 OTS.
La premiazione. Un successo annunciato, si è detto, quello dell’equipaggio Mozzi-Biacca, impeccabile in gara, ma favorito anche dall’innalzamento, deciso dagli organizzatori su richiesta del concorrente alla vigilia della partenza, del coefficiente attribuito alla loro Lambda: un valore che, in pratica, modifica le penalità realmente ottenute sul campo, nel tentativo di mettere sullo stesso piano le auto più vecchie, oggettivamente più difficili da portare in gara, con quelle più recenti. A questa prassi consolidata, che finisce per fare emergere sempre in questo genere di gare le vetture anteguerra, gli organizzatori della Mille Miglia hanno deciso di aggiungere un vantaggio riservato agli esemplari che effettivamente parteciparono alla Mille Miglia di velocità, disputata tra il 1927 e il 1957. Il cambiamento dell’ultima ora relativo alla Lamba ha suscitato qualche perplessità: così, alla premiazione, gli applausi più calorosi sono stati destinati ai secondi e terzi classificati, i portacolori del Museo Alfa Romeo di Arese e l’abile driver palermitano Giovanni Moceri. Oltre che a due ospiti della manifestazione: Bruno Senna, nipote del grande Ayrton, oggi impegnato nelle gare Endurance, e l’indimenticato Jacky Ickx. Che, interpellato sul segreto dei suoi innumerevoli successi (comprese sei vittorie alla 24 Ore di Le Mans), ha risposto che “sono stati facili, perché le sue squadre gli hanno sempre messo a disposizione le auto migliori”. Chi ricorda cosa fossero le corse ai suoi tempi, sa come un’affermazione del genere possa arrivare solamente da un vero signore delle piste come Ickx. Da Brescia, Laura Confalonieri
Day 3. Meno male che l’Alfa 2000 Sportiva è un’auto comoda… Viene da pensarlo mentre, ormai a tardissima ora, percorriamo le strade di una Roma semideserta per raggiungere la fine della seconda tappa della Mille Miglia 2014. Una tappa durissima che, con quindici ore di guida, ha messo a dura prova soprattutto i driver delle vetture più vecchie, quelle anteguerra, delicate e faticose, ma anche favorite, come sempre, per la vittoria finale. Da Padova si è scesi lungo la costa adriatica su strade intasate dal traffico del sabato pomeriggio; poi si è attraversata l’Italia passando dall’Aquila che, nonostante il buio, non riesce ancora a nascondere i del terremoto che l’ha colpita. Infine, prima di arrivare a Roma, il passo delle Capannelle: 1.300 metri, freddo e parecchi concorrenti alle prese con guasti meccanici.
Breve sosta. L’arrivo della Mille Miglia 2014 nella Capitale per chi, come noi, porta numeri alti è privo quindi del consueto fascino: niente corteo scortato fino a Castel Sant’Angelo tra le ali del pubblico, ormai tornato a casa vista l’ora tarda. C’è qualcosa da ripensare, forse, nel percorso ideato dagli organizzatori per quest’anno. Non hanno tempo per pensare, invece, i top driver, che si stanno dando battaglia per il successo finale: a Roma, la gara è guidata da Mozzi con la sua Lancia Lambda, in battaglia con un agguerrito Moceri (Aston Martin), Salviato (Bugatti) e gli altri due equipaggi dell’Automobilismo storico Alfa Romeo di Arese, Salvinelli-De Marco e Gamberini-Magni. Da Roma, Laura Confalonieri
Day 2. Sono le 13 e 28 quando, puntuali come dei… cronometri, ci presentiamo al controllo orario di San Marino, unico passaggio… all’estero della Mille Miglia. Siamo partiti da Padova alle 8 e 18 e, dribblando un traffico sempre consistente ma meno caotico di quanto fosse ieri sera a Sirmione, abbiamo raggiunto le località previste per questa prima parte della prima tappa: Montegrotto, Ferrara, Ravenna, Gambettola… Ovunque, l’entusiasmo con cui veniamo accolti ai controlli a timbro è una delle cose più belle di questa manifestazione: sarà merito dalla nostra Alfa… La Sportiva 2000, non dimentichiamolo una vettura del 1954, oltre che brillante e maneggevole, si sta rivelando comoda. Molto di più, certamente, delle vetture anteguerra che, nelle mani dei top driver stanno come di consueto dominando le parti alte della classifica.
Rotta sulla capitale. Il tempo stringe: presto si riparte, destinazione il Conero. Poi, da lì, la carovana convergerà verso Roma, dove il primo concorrente si presenterà, nella splendida cornice di Castel Sant’Angelo, alle 22.30. A noi toccherà un paio d’ore dopo: peccato, perché, anche questa volta, non avremo modo d’incrociare i numerosi personaggi (attori, star della tv, piloti) che partecipano alla manifestazione… Per noi, però, è più importante tenere alto il vessillo dell’Alfa Romeo, sempre apprezzatissima dal pubblico, e far cantare il 4 cilindri della Sportiva, derivato da quello della 1900 SS. Da San Marino, Laura Confalonieri
Day 1. È sempre una grande emozione quando viene il tuo momento: e, per noi, arriva esattamente alle 19.33, orario previsto per la partenza della vettura numero 280, quello che portiamo sulle fiancate, da Brescia. L’edizione 2014 della Mille Miglia è scattata: ci attende la prima tappa, destinazione Padova. Un percorso non lunghissimo, ma che arriva al termine di una giornata, quella sì, piuttosto lunga, iniziata con l’ultima parte delle verifiche tecniche delle vetture e proseguita con la loro esposizione per le strade di Brescia.
La folla. Gente ne accorre, per assistere a questo evento, eccome: non solo e non tanto alla partenza, ma lungo il percorso e, soprattutto, nei meravigliosi centri storici delle cittadine venete che, quest’anno, raggiungiamo. Verona, Vicenza, Marostica, Bassano: un’Italia meravigliosa che accoglie con entusiasmo, anche a tarda ora, la carovana delle vetture in gara. La nostra 2000 Sportiva, portata in gara dall’Automobilismo storico Alfa Romeo di Arese, è tra le più ammirate, anche se poco conosciuta: anzi, forse proprio per quello, ma lo scudetto sul frontale la rende inconfondibile. Si snocciolano le prove cronometrate e, a Marostica, la prima delle prove di media, con controlli segreti, previste dal regolamento di quest’anno: una difficoltà in più, che asseconda un costume molto diffuso all’estero, meno in Italia.
Primo intoppo. Sirmione è una località fantastica, ma la sua viabilità stenta a reggere l’onda d’urto di un evento come la Mille Miglia: si crea un ingorgo, è impossibile passare. Arriviamo con 25 minuti di ritardo al controllo orario, come tutti i concorrenti, almeno quelli con numeri alti come il nostro; speriamo che gli organizzatori, viste le condizioni oggettivamente difficili, lo annullino… Del resto, le vetture in gara sono ben 435: una sola non si è presentata alla partenza ed è stata sostituita da una di quelle in lista d’attesa, appartenente a un equipaggio olandese. A queste dobbiamo aggiungere le auto del Ferrari Tribute e del Mercedes Tribute, due eventi nell’evento, che seguono per il 90% il medesimo percorso dei concorrenti. Se aggiungiamo i mezzi dell’organizzazione, delle assistenze, dei partner e dei media, siamo intorno al migliaio di veicoli.
Verso Roma. Ormai è l’una e 35 del mattino quando raggiungiamo il traguardo della prima tappa, a Padova; davanti a noi ci sono poche ore di riposo. Oggi si ricomincia: destinazione Roma, dove la prima vettura è attesa, nello scenario incantato di Castel Sant’Angelo, alle 22.30. Noi saremo lì un paio d’ore dopo: ci saremo lasciati alle spalle una cavalcata lungo la costa adriatica, prima di puntare sulla Capitale, spinti dai cavalli della nostra brillante Alfa Romeo. Da Padova, Laura Confalonieri
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