Come sapete, negli ultimi anni abbiamo discusso del futuro dell'automobile quasi esclusivamente guardando al 2035. Questo appuntamento, del quale analizziamo gli sviluppi su Quattroruote di gennaio 2026, ha catalizzato il dibattito, polarizzato le posizioni e finito per occupare uno spazio sproporzionato nella riflessione sull'industria europea. Il problema è che guardare così avanti riduce l'attenzione su ciò che potrebbe accadere molto prima.
Del resto, l'automobile non evolve per scadenze, né segue fedelmente il calendario della politica. Cambia per passaggi progressivi, spesso in modo silenzioso. Ed è proprio questo tipo di trasformazione che rischia di non essere colto quando lo sguardo fissa un orizzonte troppo lontano.
Personalmente me ne sono reso conto pochi giorni fa. Provando il sistema di guida avanzata FSD di Tesla sono uscito dall'auto con una sensazione scomoda: quella di essere arrivato tardi su qualcosa che sta succedendo. Non una rivoluzione compiuta, non una tecnologia "risolta", ma una traiettoria reale, che non può più essere liquidata come promessa. Anche perché questa funzionalità è già disponibile in Australia, Canada, Cina, Messico, Nuova Zelanda e Stati Uniti.
È stata un'esperienza utile, perché aiuta a riportare il ragionamento dove dovrebbe stare. Se una parte di questa trasformazione è già visibile oggi, quali domande stiamo rimandando? Se un'auto è già in grado di guidare da sola in modo così convincente, cosa accadrebbe se nei prossimi mesi l'Europa definisse un quadro normativo che ne autorizza l'utilizzo? Quanto potrebbe essere rapido il passaggio dalla guida autonoma supervisionata – con la responsabilità ancora in capo al conducente – a forme più avanzate? E chi sarebbero, oggi, i player in vantaggio su questa tecnologia?
Prova Speciale: Tesla FSD (Supervised)
C'è poi una domanda ancora più scomoda, ma inevitabile. Cosa succederebbe all'industria dell'auto europea se le persone scoprissero che abbonarsi a un servizio di mobilità che ti viene a prendere e ti porta dove vuoi può costare meno che acquistare un'automobile nuova o usata?
La vera next big thing dell'automobile potrebbe arrivare prima del previsto. E non riguarda un motore che venderemo o non venderemo nel 2035, ma qualcosa che potremmo iniziare a usare molto prima. Il cambiamento potrebbe essere dirompente e, se non iniziamo a interrogarci ora, rischiamo di farci trovare impreparati e di lasciare che siano altri a guidarlo. Ancora una volta.
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