Dyson, sfuma il sogno dell'auto elettrica - Quattroruote.it
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Dyson
Sfuma il sogno dell'auto elettrica

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La Dyson ha deciso di abbandonare il suo progetto per la produzione di veicoli elettrici a poco più di due anni dall'annuncio sulle sue intenzioni di entrare nell'automotive. I vertici aziendali hanno preferito cancellare tutti i piani a causa dei costi eccessivi riscontrati durante le prime fasi di sviluppo. 

Un addio a sorpresa. La decisione della multinazionale è abbastanza sorprendente alla luce di quanto proclamato negli ultimi anni in termini di risorse stanziate e obiettivi produttivi. La Dyson aveva in programma di investire oltre due miliardi di sterline (più di 2,2 miliardi di euro) in numerosi campi, come l'intelligenza artificiale, la robotica e le batterie, per progettare, sviluppare e produrre almeno tre veicoli alla spina da lanciare a partire dal 2020. La società, pur di fornire fondamenta solide all'intero piano, ha perfino deciso di spostare la sua sede a Singapore con l'obiettivo di avvicinarsi ai suoi fornitori e al principale mercato di sbocco per le elettriche, la Cina. Ora è arrivata la scelta di fermare tutto perché il piano per produrre da zero un veicolo elettrico si è rivelato non più sostenibile dal punto di vista economico. "Nonostante i nostri grandi sforzi durante il processo di sviluppo, semplicemente non vediamo più come renderlo fattibile dal punto di vista commerciale", ha spiegato il fondatore James Dyson in una mail ai dipendenti raccolta dal Financial Times. "Abbiamo intrapreso un percorso serio per trovare un acquirente per il progetto che, sfortunatamente, finora non ha avuto successo".

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Dura concorrenza. Per la Dyson, arrivata perfino a depositare i primi brevetti della sua auto alla spina, si tratta del secondo progetto non portato a termine dopo quello di una lavatrice nel 1992. Il fondatore puntava a sfruttare le competenze acquisite dalla sua azienda nelle tecnologie per le batterie, nell'aerodinamica o nella produzione high-tech, ma si è dovuto scontrare con la dura realtà di un segmento di mercato che vede un impegno sempre più forte da parte di colossi come il gruppo Volkswagen o la Mercedes-Benz. Inoltre la domanda del prodotto non è ancora a livelli tali da garantire dati di vendita adeguati a sostenere investimenti sempre più massicci, come dimostrato dal recente annuncio della cinese Nio sul licenziamento di un quinto dei suoi dipendenti a causa delle forti perdite e del calo delle consegne. 

COMMENTI

  • Non mi sorprende, Dyson si era posizionato come un genio, al di sopra di tutti, anticipando nuove tecnologie e un approccio completamente diverso. Ma si trattava solo di un bluff, probabilmente ci credeva lui stesso quando ha cominciato, e' tipico di certi personaggi sopravvalutarsi e credersi il prossimo Steve Jobs o Elon Musk. Ora puo' tornare a concentrarsi su aspirapolveri, asciuga mani da cesso e asciuga capelli. Ed essendo un convinto supporter di Brexit, lo fara' dal suo nuovo headquarters a Singapore. Si, nella sua arroganza aveva prontamente trasferito tutti i suoi interessi a Singapore, proprio in vista di Brexit, e aveva progettato di costruire a Singapore la fabbrica - patetico.
  • Peccato, mi sarebbe piaciuta un'auto/aspirapolvere che si pulisce da sola senza bisogno di portarla al lavaggio....
  • Essendo Dyson anche specialista nelle batterie allo stato solido.... mi viene da pensare che le batterie non siano la soluzione su grande scala per l'auto
  • Ha finalmente scoperto che non può sovvrapprezzare l’auto come fa con i suoi gingilli? Povero. Resta il fatto che almeno lui i conti li sa fare non come il suo omonimo di Tesla.... ❤️
  • povero James, mi dispiace per lui, ma i suoi aspirapolvere e asciugacapelli rimangono i migliori in assoluto. Piuttosto Rosario mi risulta che la lavatrice fu fatta e perfino venduta - e in non pochi esemplari considerato il costo - io ne ho vista più di una in giro. Che poi funzionasse un po' diversamente da come ci si aspettava ok quello era il problema....