Industria e Finanza

Tesla
L’India promette aiuti per abbassare i costi produttivi

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L’India promette aiuti per abbassare i costi produttivi
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L’India è pronta a offrire corposi incentivi alla Tesla per garantire costi di produzione inferiori rispetto a quelli cinesi, in modo da attrarre investimenti da parte della Casa californiana. A delineare le strategie che Nuova Delhi intende mettere in atto per convincere Elon Musk a realizzare una fabbrica sul territorio indiano è stato il ministro dei trasporti Nitin Gadkari, che ha concesso un'intervista alla Reuters pochi giorni dopo che la Tesla ha costituito una società di diritto in India.

Il progetto. In particolare, il costruttore di auto elettriche avrebbe intenzione di fare il suo ingresso nel mercato indiano verso la metà dell’anno. L'obiettivo, almeno inizialmente, sarebbe quello di vendere le Model 3 importate dalla Cina, ma non è escluso che la Tesla decida, in una fase successiva, di realizzare una fabbrica appositamente dedicata al subcontinente. Gadkari ha innanzitutto invitato la Casa californiana a valutare la possibilità di assemblare i propri modelli appoggiandosi a costruttori locali: in questo caso l’India potrebbe garantire "maggiori agevolazioni". Ma il ministro ha sottolineato che, se la Tesla dovesse iniziare a produrre in India, "il governo garantirà i costi produttivi più bassi al mondo, inferiori anche a quelli della Cina". Per l'India, riuscire a convincere la Tesla a costruire in loco una nuova fabbrica potrebbe conferire una spinta decisiva a una politica industriale volta a promuovere la produzione di vetture elettriche, di batterie e di altre componenti, in modo da ridurre le importazioni e frenare l’inquinamento. 

Un’impresa difficile. Tuttavia, ciò rappresenta anche un’impresa ardua, soprattutto per la dimensione del mercato indiano: l’anno scorso, infatti, sono state vendute solo 5 mila elettriche su un totale di 2,4 milioni di veicoli commercializzati. Inoltre, le condizioni delle infrastrutture e i prezzi elevati dei veicoli a batteria rappresentano un ostacolo decisivo per la loro diffusione di massa. Ben diversa, invece, è la situazione della Cina, dove la Tesla è già operativa da diversi mesi con il suo impianto di Shanghai. Il 2020, infatti, è stato un anno record per il mercato cinese: su un totale di 20 milioni di veicoli venduti, 1,25 milioni erano alla spina e, di questi, oltre un terzo erano vetture della Casa di Palo Alto. Come se non bastasse, l’India non ha ancora una politica di promozione delle elettriche a 360 gradi come quella varata da Pechino. Eppure, secondo Gadkari, il subcontinente potrebbe diventare un grande mercato per le auto a emissioni zero e trasformarsi in un hub produttivo a sostegno delle le esportazioni. Nuova Delhi, infatti, oltre a essere in procinto di varare un programma di incentivi alla produzione di auto, componenti e batterie, sta puntando sulle fonti rinnovabili per ridurre l’inquinamento e rispettare gli accordi sul clima di Parigi. Senza dimenticare che l'India ha varato normative sulle emissioni più stringenti, in linea con gli standard internazionali, ed è prossima a inasprire i limiti sui consumi. 

COMMENTI

  • È la globalizzazione, bellezza. È uno spettacolo assistere al meretricio di Stati sovrani per concedersi alla multinazionale di turno.