Anche lo scorso fine settimana i concessionari della Tesla negli Stati Uniti sono stati oggetto di numerose proteste, da Los Angeles a Filadelfia, da Boston a New York. A Portland, in Oregon, ignoti hanno sparato colpi d’arma da fuoco attraverso le vetrine di un concessionario, rompendo le vetrine e danneggiando tre veicoli. In Colorado una donna è stata arrestata con l’accusa di aver lanciato bottiglie molotov nel piazzale di un autosalone della Casa americana. Le proteste attraversano l’oceano e arrivano anche in Inghilterra, dove un gruppo di manifestanti ha organizzato un picchetto fuori da uno store londinese.
La Borsa non va bene. Insieme ai picchetti, la Casa di Elon Musk deve affrontare anche la finanza, e nello specifico il rendimento in borsa. La capitalizzazione della società, dopo aver raggiunto il massimo storico di 1,5 trilioni di dollari lo scorso 17 dicembre, ha perso quasi il 50% in tre mesi: ieri, 17 marzo, era a 741,66 miliardi di dollari. Le azioni scendono di pari passo e registrano l’ottava settimana consecutiva di perdite: oggi valgono il 37% in meno rispetto a un mese fa, e sono in calo del 42.64% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Lo scetticismo delle banche. “Il valore del brand Tesla era fortissimo, ed Elon è riuscito a distruggerlo completamente”, ha attaccato Per Lekander, socio del fondo d’investimento Clean Energy Transition. “Musk è dalla parte sbagliata dei potenziali compratori. Non sono gli americani con gli stivali da cowboy a comprare le Tesla”. JPMorgan ha abbassato la previsione di fine anno della Tesla da 135 a 120 dollari: “Fatichiamo a ricordare un momento analogo nella storia dell’industria automotive in cui un brand ha perso così tanto valore in così poco tempo”, aggiungono gli analisti in una nota.
La concorrenza è sempre più forte. La pressione arriva anche e soprattutto dal mercato, e non solo europeo, dove la Casa americana a gennaio ha perso il 45,2%, in un mese in cui le elettriche sono cresciute del 34%. In Germania, dove Musk paga pure il suo schieramento a favore dei partiti di estrema destra, le vendite sono crollate del 76% rispetto all’anno scorso. Pur rimanendo leader mondiale del mercato elettrico, la Tesla sta comunque perdendo terreno a livello mondiale, registrando nel 2024 il primo calo di vendite in dieci anni: lo scorso anno sono state consegnate in tutto il mondo 1.789.226 Tesla, mentre la BYD è a quota 1.764.992 esemplari.
Rinnovamento a passo lento. Il sorpasso da parte della Casa cinese potrebbe non essere così lontano, anche per via di una gamma prodotto che fatica a rinnovarsi al ritmo a cui si stanno muovendo i principali competitor (e non solo quelli cinesi). Entro la fine dell’anno potrebbe arrivare un nuovo restyling per i modelli di punta, Model S e Model X: al netto di aggiornamenti più o meno corposi, sono comunque sul mercato da più di dieci anni. La Model 3, arrivata nel 2017, è stata aggiornata alla fine del 2023 mentre l’update della best seller Model Y, sul mercato dal 2019 e auto più venduta al mondo nel 2023, si è fatto lungamente attendere ed è arrivato solo qualche settimana fa. Dopo il successo iniziale, le vendite del pick-up elettrico Cybertruck sono sostanzialmente stabili.
Situazione di attesa. In molti aspettano di vedere cosa succederà nelle prossime settimane. I dati di mercato di marzo potrebbero essere un primo segnale per capire se si confermerà il calo registrato nei primi mesi dell’anno o se assisteremo a un’inversione di tendenza. Ci sarà da capire quanto incide l’arrivo della nuova Model Y, che potrebbe in parte spiegare il rallentamento nelle vendite, e il risultato del mega spot alla Casa Bianca organizzato nei giorni scorsi da Donald Trump, che ha acquistato una Model S. Meno interessati agli stunt politici, investitori e azionisti aspettano di scoprire le prossime novità sulla guida autonoma, il campo sul quale Musk ha scommesso di più nell’ultimo periodo: il tycoon ha promesso che il Cybercab entrerà in produzione il prossimo anno, che la produzione negli Usa delle Tesla raddoppierà entro il 2026, e che nel corso del 2025 verrà resa disponibile la guida assistita FSD (Full Self Driving) anche alle auto che circolano in Cina e in Europa.
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