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Industria e Finanza

Great Wall, 10 modelli in tre anni (più una fabbrica) per conquistare l’Europa

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L’obiettivo è ambizioso: "diventare uno dei primi 10 marchi mainstream in Europa". E così riuscire a mettere radici. Cosa che alla Great Wall, uno dei primi costruttori cinesi a tentare di fare breccia nel mercato europeo, sin qui è riuscita solo in parte. Oggi, la Casa della Grande Muraglia si affaccia al Vecchio Continente con una nuova strategia e l’intenzione di allocare sul territorio delle produzioni. Decisioni definitive a riguardo non sono ancora state prese, ma il ceo di Great Wall, Mu Feng, ha rivelato prima del Salone di Pechino di essere “in trattative con il governo romeno” per aprire una fabbrica di auto elettriche. Secondo indiscrezioni raccolte da Quattroruote, il costruttore di Baoding potrebbe anche sfruttare, parallelamente, o comunque prima dell’avvio del nuovo stabilimento in Romania, la fabbrica di Bahovitsa, in Bulgaria, già utilizzata in passato per produrre i modelli Haval attraverso una collaborazione con la Litex Motors, azienda che poi è fallita nel 2017.

Great Wall, 10 modelli in tre anni (più una fabbrica) per conquistare l’Europa

Dagli importatori alle filiali: 3 marchi e 10 modelli in 3 anni

La decisione su dove allocare la nuova fabbrica dipende da fattori come "la logistica, la catena produttiva, le politiche locali e il costo della manodopera", ha precisato Mu Feng. Intanto, prende piede in Europa un’espansione che ha portato alla creazione delle prime due filiali, in Italia e Spagna, e all’ingresso nel mercato polacco attraverso una partnership con Astana: un cambio di passo rispetto al passato, quando il colosso cinese si affidava solo agli importatori. Altre sedi con piena responsabilità del mercato locale verranno istituite nel corso del 2027. In Cina, Great Wall ha una galassia di brand, ma in Europa costruirà il proprio portfolio su tre marchi: Great Wall, quello più generalista, Wey e Tank (fuoristrada), entrambi di fascia premium. Che porteranno sul mercato "almeno 10 modelli in tre anni".

Great Wall, 10 modelli in tre anni (più una fabbrica) per conquistare l’Europa

Tanto ibrido, ma anche il termico “puro”

L’idea di fondo è tarare la propria offerta di modelli in base alle esigenze dei singoli mercati. Non per niente, le prime Great Wall ad arrivare in Italia saranno termiche o ibride (solo la Ora 5, per il momento, è prevista anche elettrica). Full hybrid e plug-in (anche applicato al fuoristrada) fanno la voce grossa, ma la Great Wall ha nel proprio bouquet anche motori diesel che potrebbero essere proposti su alcuni prodotti. Inizialmente, tutte le vetture destinate al mercato europeo giungeranno dalle fabbriche cinesi (13 in totale). Il costruttore, che nel 2025 ha venduto globalmente 1.323.672 auto, può già contare anche su due stabilimenti esteri, in Thailandia e in Brasile. E non è escluso che, in futuro, la fabbrica carioca possa iniziare a rifornire anche il Vecchio Continente.

Dealer e assistenza: un centro ricambi in Italia

Nel frattempo, la Great Wall si sta attrezzando per allestire reti di distribuzione e assistenza all’altezza della nuova strategia. Si punterà su concessionari con spazi indipendenti (l’obiettivo, in Italia, è di 50 entro la fine del 2026), inseriti però all’interno di strutture multimarca. La gestione dei ricambi poggerà su tre grandi centri di smistamento, in Olanda, Spagna e Italia: la sede del “magazzino” italiano dovrebbe essere annunciata entro breve. Il sistema dovrà garantire consegne entro 24 o 48 ore. La garanzia sui veicoli è di 7 anni o 150 mila chilometri (8 anni o 160 mila km sulle batterie).

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