Come sanno i clienti delle prime Mazda 6 equipaggiate con filtro antiparticolato, l'aggiunta di questo dispositivo poteva provocare un avvertibile incremento dei consumi e, soprattutto, l'aumento del livello dell'olio motore a seguito della sua diluizione da parte del surplus di gasolio iniettato nei cilindri per consentire la periodica rigenerazione del filtro Dpf. "Quattroruote" aveva fatto di questo problema il "difetto del mese" nel luglio del 2006 e gli aveva dedicato altri articoli successivamente.

I tecnici giapponesi, ovviamente, si sono dati da fare per evitare il ripetersi di simili inconvenienti in futuro. Il risultato delle attività svolte è stato talmente buono che la sezione giapponese della Sae (Society of automotive engineers) ha attribuito alla Mazda il premio per la miglior ricerca tecnica presentata nel 2008 per lo studio dedicato proprio all'analisi dei meccanismi di combustione nei filtri antiparticolato e alla loro accelerazione senza dover iniettare gasolio in eccesso.

Fra l'altro, prima di rendere pubbliche queste ricerche, nel 2007 Mazda ha depositatato il brevetto (negli Stati Uniti è il numero US 2007/0191219 A1) di un nuovo materiale catalitico in grado di rimuovere il particolato dai gas di scarico. Si tratta di un ossido composito (il cui cristallo ha un diametro di 13-40 nanometri, vale a dire 13-40 milionesimi di millimetro) che contiene principalmente zirconio e un metallo appartenente alla categoria delle terre rare. La domanda, allora, è: quando sarà utilizzato nella produzione di serie?