L'amministratore delegato del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, ha analizzato la crisi globale in un'intervista ad "Automotive News Europe". E le sue conclusioni sono decisamente negative.

"La nostra strategia delle alleanze industriali mirate era un metodo per arrivare a un certo tipo di aggregazione", ha spiegato. Ma vista la situazione dei mercati e quel che ci aspetta in futuro, quanto fatto fino a oggi non basta. Al termine di questo ciclo di crisi, diciamo tra un paio d'anni, resteranno solo cinque o sei protagonisti indipendenti: un costruttore americano, uno tedesco, uno europeo-giapponese con importante presenza in America, uno giapponese, uno cinese e un altro potenziale europeo".

Secondo Marchionne, il settore è obbligato a un profondo ripensamento di tutte le strategie, i Gruppi auto dovranno ideare un nuovo modello di business. "Per quanto riguarda il 2009 - ha concluso il manager italo-canadese - Fiat è attrezzata per gestire e superare le incertezze, anche se non sarà facile. Sto tirando i freni su tutti i nuovi modelli il cui sviluppo non è ancora arrivato all'80 o al 90%. La prossima 147 uscirà, è sicuro, ma alla domanda se investirò in una Suv per l'Alfa, la risposta è no".