Sconto benzina per i lombardi - oltre un milione - che risiedono nei 244 Comuni vicini al confine svizzero. Da stamane e fino al 31 dicembre 2013, la differenza tra i prezzi praticati nelle stazioni elvetiche e in quelle italiane sarà infatti azzerata grazie al contributo della Regione.
Il "bonus". La misura, presentata oggi dall'assessore all'Economia, Massimo Garavaglia, era stata promessa dallo stesso presidente Maroni in campagna elettorale, per tutelare non solo i "pendolari" del carburante, ma anche i 292 benzinai attivi nel territorio, secondo la categoria arrivati mediamente a licenziare, solo l'anno scorso, un dipendente per ciascuna attività. La riduzione, valida solo per la benzina, sarà applicata tramite la consueta carta sconto, attiva dal '99 ma ormai di scarsa efficacia a detta dello stesso Pirellone. Da qui la nuova "iniezione" di risorse per alzare le soglie del "bonus". Per i 530 mila residenti in fascia A (ovvero i Comuni fino a 10 chilometri dal confine), si passa dagli attuali 0,18 euro per litro a 0,35; per i 490 mila residenti di fascia B (fino a 20 chilometri dalla Svizzera) si passa da 0,10 euro al litro a 0,27. I veicoli che potranno usufruire della carta bonus sono circa 310 mila (150 mila in fascia A e 160 mila in fascia B), ma si potrebbe arrivare in tutto a 580 mila. In futuro, Garavaglia non esclude di estendere l'area di efficacia della misura e di introdurre uno sconto anche per il diesel.
"Risorse in Lombardia". "Abbiamo annullato la differenza di prezzo con la Svizzera – ha aggiunto Garavaglia – In questo modo, otteniamo principalmente due benefici: il primo è quello di dare ossigeno al portafoglio di un milione lombardi in un momento di oggettiva difficoltà economica. Il secondo è la possibilità, attraverso la carta sconto, di usufruire del plafond di 20 milioni messi a disposizione dallo Stato fino a esaurimento, evitando il rischio di doverne restituire a Roma una quota sostanziosa, come accadeva ogni anno. I 4 milioni e mezzo restano qui e non vanno perduti". Nel 2014, il Pirellone chiederà allo Stato altre risorse per rinnovare il provvedimento.
Davide Comunello
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