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VIA FERRATA I magnifici 4 Cima Maerins
Vertigine d'acciaio

VIA FERRATA I magnifici 4 Cima Maerins
Vertigine d'acciaio
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Ferrata "alla francese" inaugurata il 4 luglio 2010. Lunghi tratti verticali, strapiombi e traversi acrobatici ne fanno il percorso attrezzato più difficile delle Dolomiti.

a cura di Meridiani Montagne

Area: Gruppo della Marmolada ? Maerins
Accesso: Pozza di Fassa ? Val di San Nicolò
Partenza: Malga Crocifisso (1526 m)
Arrivo: rifugio Baita Cuz (2213 m)
Dislivello: 700 m; 500 m la ferrata
Durata: 3 h
Difficoltà: ED (estremamente difficile)
Attrezzatura: normale da ferrata; utili cordini statici per riposare nei tratti aerei
Punti d'appoggio: rifugio Baita Cuz, tel. 0462760354

Informazioni:
www.rifugiobaitacuz.com

Descrizione:
da Pozza di Fassa si risale in auto la Val di San Nicolò per raggiungere Malga Crocifisso, dove è consigliabile posteggiare (scarse possibilità di parcheggio nelle piazzole soprastanti). Si prosegue a piedi lungo la stradina di fondovalle per cinque minuti, poi si seguono le indicazioni per la ferrata, attraversando il torrente su un ponte di assi. Si risale il corso d'acqua tenendosi a sinistra e, dopo circa 200 metri, si percorre per un tratto il sentiero che conduce al Buffaure. Un'indicazione porta alla grande spaccatura sulla parete rocciosa. Qui c'è una targa che commemora i quattro soccorritori della Val di Fassa (ai quali è dedicata la via) periti nel 2009, in Val Lasties, nel tentativo di salvare altri due alpinisti. L'attacco è stato posizionato in un tratto difficile per scoraggiare eventuali ripetitori inesperti. Si risale il fondo del canale roccioso cercando di sfruttare con i piedi gli scarsi appigli che offre la roccia. Superato un camino si affronta un aereo traverso, seguito da alcuni muretti e diedri. Conviene riprendere energie al successivo punto di riposo, perché da qui inizia la parte più impegnativa: un'ostica fessura verticale che conduce sulla destra a un traverso strapiombante. Qui sono presenti due cavi: uno per l'appoggio dei piedi e l'altro per sostenersi con le mani. Dopo un ulteriore tratto tecnico si sosta sull'erba all'inizio di una cengia. (realizzazione video: Mirco Robaldo)
Si prosegue in traverso per arrivare a un faticoso camino che si rimonta sulla sinistra. Giunti a una nicchia dov'è custodito il libro di via, si superano le ultime difficoltà per uscire sul pianoro sommitale dove si trova il rifugio. Diverse le possibilità di rientro. La prima è lungo il sentiero che scende in Val di San Nicolò passando dietro i Maerins, che si abbandona prima di arrivare sui prati, in corrispondenza di una roccia giallastra; da qui si prende la deviazione per le falesie che in un'ora porta alla Malga Crocifisso. L'alternativa più lunga è quella di percorrere le piste di sci del Buffaure fino al posteggio (1 h e 45 min). Oppure, dal rifugio Buffaure si prende il sentiero Ciampiè de Buffaure che riporta sul percorso di avvicinamento. Un'altra possibilità è prendere la cabinovia che riporta alla stazione a valle di Pozza di Fassa, da dove si risale per recuperare l'auto.

Marco Rolando

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