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Nuovo rimbalzo ad aprile, ma un anno fa il Covid aveva azzerato la domanda

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Nuovo rimbalzo ad aprile, ma un anno fa il Covid aveva azzerato la domanda
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Nuovo rimbalzo per la domanda di auto nuove in Europa. Ad aprile, secondo i dati dell'Acea, nell'area composta dai Paesi Ue-Efta e dal Regno Unito sono state registrate 1.039.819 immatricolazioni, il 255,9% in più rispetto a un anno fa: si tratta, però, di un effetto statistico dovuto al confronto con lo stesso mese dell’anno scorso, pesantemente influenzato dalle conseguenze della prima ondata della pandemia da coronavirus. Detto questo, i numeri di aprile risultano decisamente inferiori a quelli di marzo, chiuso a 1.387.924 unità, e a quelli del corrispondente periodo di due anni fa, rispetto al quale si contano quasi 300 mila registrazioni in meno.

I mercati principali. Tra i principali mercati del Vecchio continente è l’Italia ad aver conseguito la miglior performance, per quanto - ed è bene precisarlo ancora - il confronto sia sempre falsato dall’impatto delle misure di lockdown, che l’anno scorso avevano di fatto azzerato la domanda. Dunque, il mercato italiano ha chiuso il mese di aprile in crescita del 3.276,8%. Seguono, nell’ordine, il Regno Unito, con un +3.176,6%, la Spagna, con un +1.787,9%, la Francia, con un +568,8%, e la Germania, con un +90%. Un quadro relativamente più veritiero della situazione viene fornito dai dati del primo quadrimestre: le immatricolazioni risultano in crescita del 23,1%, a 4.120.443 unità. Nei primi quattro mesi dell’anno è sempre l’Italia far registrare il miglior risultato (+68,4%), seguita dalla Francia (+51%), Spagna (+18,8%), Regno Unito (+16,2%) e Germania (+7,8%). 

I dati di Stellantis. Ad aprile il gruppo Stellantis mette a segno una delle migliori performance: le immatricolazioni, pari a 226.000, salgono del 358,2%. Positivo l’andamento di tutti i marchi: +365,9% per la Peugeot  (70.361 registrazioni), +275,9% per la Opel (45,125), +438% per la Fiat (45.317), +309,4% per la Citroën (42.700), +627,4% per la Jeep (11.791), +4.501,8% per la Lancia (5.15), +260,4% per la DS (3.319), +194,3% per l’Alfa Romeo (1.931) e +420,7% per la Maserati (302).

Le performance delle tedesche. Il gruppo Volkswagen si conferma il leader del mercato europeo grazie a 280.262 immatricolazioni (il 228,4% in più rispetto a un anno fa). Il brand omonimo sale del 226,3% (120.627 unità), la Skoda del 159% (56.799), l'Audi del 276,2% (57.438), la Seat del 356,7% (39.015), la Porsche del 143% (5.886) e i marchi superpremium Bentley, Lamborghini e Bugatti del 146% (497). Bene anche il gruppo BMW, sebbene con un tasso di crescita più contenuto. Il costruttore bavarese, con 76.740 registrazioni, migliora del 197,7%, con il marchio dell'Elica in crescita del 179,8% e la Mini del 292,5%. Per il gruppo Daimler le immatricolazioni sono pari a 66.195, per un incremento del 274,6%: la Mercedes-Benz guadagna il 260,9% e la Smart il 704,8%.

Renault, Hyundai e Toyota. Una crescita inferiore a quella del mercato è stata registrata anche dal gruppo Renault: le immatricolazioni del costruttore di Boulogne-Billancourt sono 83.916, il 191,7% in più rispetto ad aprile 2020, con il marchio della Losanga in ascesa del 196,5% (54.994), la Dacia del 185% (28.590), l’Alpine del 300% (152) e la Lada del 25,9%. Il sodalizio formato dalla Hyundai e dalla Kia incrementa, invece, del 317,3%, grazie a 78.495 immatricolazioni, con il primo marchio che sale del 295,3% e il secondo del 338,2%. Per il gruppo Toyota le immatricolazioni ammontano a 64.818, per un miglioramento del 294,8% dovuto al +288,5% conseguito dal marchio delle Tre ellissi e del +438,7% della Lexus. Tra gli altri costruttori giapponesi, la Nissan guadagna il 351,8%, la Mazda il 343,1%, la Mitsubishi il 52,2% e la Honda il 418,5%. 

Ford, Volvo e le inglesi. Quanto alle altre principali Case, la Ford, con 50.676 immatricolazioni, sale del 237%. Il gruppo Jaguar Land Rover piazza 18.344 veicoli (+890,5%), con il marchio del Giaguaro in salita del 452,8% e quello delle fuoristrada del 1.264,3%. Infine, la Volvo registra un +164,5%, grazie a 24.689 immatricolazioni.

Il commento dell’Unrae. "In attesa che la eMobility decolli davvero anche nel nostro Paese - commenta il direttore generale dell’Unrae, Andrea Cardinali - l’unico modo per abbassare le emissioni delle auto di nuova immatricolazione, e svecchiare il circolante, è continuare a incentivare con obbligo di rottamazione la fascia 61-135 g/km, che ha dimostrato di poter abbattere in modo massiccio la quota delle auto con emissioni superiori”. Secondo l’associazione, le misure di sostegno alle infrastrutture di ricarica indicate nel Pnrr vanno nella direzione auspicata per lo sviluppo di una mobilità a basso impatto ambientale, soprattutto se si rimuovono vincoli burocratici e strutturali che ne rallentano la diffusione. Tuttavia, per Cardinali "nulla è previsto per un’accelerazione dal lato della domanda, che rimane frenata nel suo potenziale. Negli altri principali mercati è andata meglio: in Germania è stato presentato un piano che prevede 2,5 miliardi di euro come incentivi per la diffusione di veicoli elettrici, in Francia il bonus ecologico all’acquisto già in vigore sfiora il miliardo di euro, a cui si aggiungono altri 800 milioni come incentivi a fronte di rottamazione di veicoli vetusti". "In Italia lo sviluppo della mobilità elettrica non può prescindere dall'estensione dell’Ecobonus, oggi previsto solo per il 2021, fino al 2026”, conclude Cardinali.

COMMENTI

  • Il 2019 era già un anno di crisi per le auto basta vedere l'andamento delle vendite in italia su base decennale. Inoltre gli incentivi favoriscono o le citycar, quindi seconde auto, o auto costose. Stante l'attuale crisi economica ed essendo l'auto un "bene di sostituzione" non vedo un aumento delle vendite nei prossimi mesi, ciò è avvalorato dalle statistiche sul parco circolante che in aumento come età