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Osservatorio Findomestic
Auto nuove, difficile spendere più di 20 mila euro

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Quattroruote ha spesso lanciato l'allarme sulla scomparsa di modelli, soprattutto di segmento A e B, con prezzi attrattivi per le tasche degli italiani. I prezzi delle vetture sono esplosi ed è difficile individuare listini in linea con le disponibilità dei consumatori. E non si tratta di certo di grandi disponibilità. Lo rileva l'ultimo approfondimento dell’Osservatorio Findomestic: secondo lo studio, il 66% degli italiani non può spendere più di 20 mila euro per un veicolo nuovo, il 14% ne può impegnare meno di 10 mila a disposizione, il 56% è costretto a rimandare l’acquisto soprattutto per ragioni economiche e solamente il 7% pensa che sarebbe opportuno cambiare macchina entro l'anno in corso.

Costi troppo alti. Inoltre, il 54% prende in considerazione la sostituzione solo in caso di guasto serio e il 50% solo quando la manutenzione diventa troppo frequente e costosa. Il 23% ritiene, invece, che il momento giusto per sostituire l’auto sia quello dell’introduzione di incentivi vantaggiosi. Solo il 7% la cambia regolarmente (ogni tre-cinque anni) per godere di nuovi modelli e nuove tecnologie. Ed è sempre il fattore costi a indirizzare le preferenze d'acquisto (73% opta per il nuovo, il 59% per l'usato): i consumi bassi, con il 64%, superano ampiamente la possibilità di circolazione (47%), l'affidabilità (45%), la sicurezza (37%) e le formule d'acquisto convenienti (33%). "A frenare i progetti di sostituzione dell’auto non sono solo i prezzi, aumentati sensibilmente per il 70% del campione negli ultimi tre anni, ma anche l’incertezza sulla motorizzazione da scegliere", spiega Claudio Bardazzi, Responsabile Osservatorio Findomestic . "Oggi, tre italiani su quattro non sanno distinguere le diverse motorizzazioni ibride e, quando si tratta di dire se costi di più in termini di consumi una termica o una elettrica, il 32% non si esprime e il resto del campione si spacca a metà".

Tanta confusione. Infatti, solo il 19% degli intervistati da Findomestic conosce la differenza tra mild, full e plug-in hybrid e il 45% ne ha solo una vaga idea. "Guardando al futuro – aggiunge Bardazzi - gli automobilisti non hanno una visione condivisa su quello che sarà il motore dominante: per il 19% sarà l’elettrico, per il 17% l’ibrido plug-in e per il 16% l’ibrido senza spina. Ma c’è anche un 12% che punta sulle termiche e un 11% che scommette sull’idrogeno. Interessante notare come il concetto di neutralità tecnologica, che implica un’imparzialità verso il tipo di motore purché sia ecologicamente sostenibile, è noto al 58% degli intervistati e supportato dal 74% (con convinzione dal 25%, con qualche dubbio dal 39%)". Eppure, nonostante incertezza e confuzione, l'auto resta imprescindibile per gli italiani: solo il 21% pensa di ridurre il numero di macchine in famiglia a causa di una gestione troppo costosa o per la scelta di mezzi di trasporto alternativi, il 74% dichiara di non averci nemmeno pensato e il 5% potrebbe addirittura ampliare il parco auto familiare. 

 

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