La guerra in Iran continua a produrre effetti sui mercati energetici internazionali e, di conseguenza, sui prezzi dei carburanti. A quasi due settimane dall’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele, il Brent quota ormai stabilmente sopra i 100 dollari al barile, mentre le quotazioni dei prodotti raffinati stanno letteralmente volando: Staffetta Quotidiana segnala che la benzina ha superato i 1.000 dollari la tonnellata per la prima volta da settembre 2023 e il gasolio i 1.200 dollari, raggiungendo il suo picco di ottobre 2022.
Ovvi i riflessi sui prezzi alla pompa: al self service, il gasolio ha raggiunto i massimi al 30 giugno 2022 e la benzina quelli al 3 marzo 2025. Intanto, Eni ha aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati del diesel, Q8 di cinque centesimi e Tamoil di tre, mentre IP ha optato per un rialzo di due centesimi sia sulla benzina sia sul gasolio.
Medie in continuo rialzo
In dettaglio, le medie dei prezzi, elaborate dalla testata specializzata sulla base di quanto comunicato dai gestori di circa 20 mila impianti all’Osservatorio del MIMIT, mostrano la benzina self service intorno a 1,816 euro/litro (+5 millesimi) e il diesel a 2,033 euro/litro (+3).
Al servito, verde a 1,952 euro/litro (+5), gasolio a 2,167 euro/litro (+8), GPL a 0,704 euro/litro (invariato), metano a 1,495 euro/kg (+1) e GNL a 1,235 euro/kg (invariato).
Lungo le autostrade, benzina a 1,905 euro/litro (2,160 al servito), gasolio a 2,096 euro/litro (2,353), GPL a 0,836 euro/litro, metano a 1,525 euro/kg e GNL a 1,295 euro/kg.
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