Le quotazioni petrolifere internazionali si stanno letteralmente e progressivamente “mangiando” i benefici del taglio delle accise, rafforzando così i timori sull’inefficacia del provvedimento annunciato dal governo. La corsa di petrolio e prodotti raffinati, infatti, è ripresa con forza, con ovvie conseguenze sui listini dei carburanti: il gasolio, per dire, è lontano dai picchi massimi, ma è ormai a un passo dal superare di nuovo la soglia dei 2 euro al litro.
A tal proposito, Staffetta Quotidiana segnala il “giro di rialzi” che ha interessato “tra sabato e questa mattina” i prezzi consigliati dei maggiori marchi, con “primi riflessi sulle medie nazionali”. In particolare, la testata specializzata dà conto della decisione di Eni di aumentare di cinque centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio, mentre Q8 ha optato per un rialzo, rispettivamente, di due e sei centesimi. Tamoil, invece, ha comunicato un aumento di tre centesimi sulla verde e di sette sul diesel.
Le medie nazionali
Ovviamente, la nuova tornata di rincari non si riflette ancora sulle medie nazionali, che - è bene ricordarlo - vengono elaborate da Staffetta Quotidiana sulla base di quanto comunicato ieri 22 marzo dai gestori di circa 20 mila impianti al relativo Osservatorio del MIMIT.
Al self-service, la benzina quota 1,719 euro/litro (+4 millesimi sulla precedente rilevazione) e il diesel 1,979 euro/litro (+11). Al servito, verde a 1,855 euro/litro (+2), gasolio a 2,111 euro/litro (+8), GPL a 0,665 euro/litro (-1), metano a 1,530 euro/kg (+3) e GNL a 1,245 euro/kg (+2).
Lungo le autostrade, benzina a 1,782 euro/litro (2,028 al servito), gasolio a 2,045 euro/litro (2,295), GPL a 0,776 euro/litro, metano a 1,549 euro/kg e GNL a 1,310 euro/kg.
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