Sony-Honda Mobility avrà un futuro completamente diverso rispetto agli obiettivi iniziali: non più un costruttore di auto elettriche, ma un più semplice laboratorio tecnologico. Pochi giorni fa, la cancellazione del progetto per lo sviluppo congiunto dell’elettrica Afeela 1 e di un secondo modello sempre a batteria ne aveva messo in dubbio perfino la sopravvivenza. Le due aziende partner, però, non avevano sciolto le riserve, in attesa della conclusione di un’analisi approfondita delle attività e delle prospettive della loro impresa congiunta.
Ora l’esame è concluso ed è stata presa una decisione: il perimetro di Sony-Honda Mobility sarà completamente ridisegnato e le operazioni saranno incentrate esclusivamente sullo sviluppo di tecnologie informatiche al servizio della mobilità.
Netto ridimensionamento
Sony, Honda e Sony Honda Mobility hanno raggiunto un accordo sulla direzione strategica e sul posizionamento della joint venture, tenendo conto dello stop ai due modelli elettrici e dell’analisi condotta negli ultimi dieci giorni. Le tre società hanno “concluso che, nell’attuale contesto, sarebbe difficile trovare, nel breve e medio termine, il modo di immettere sul mercato prodotti e servizi in linea con la missione originaria di SHM”. “Sulla base di queste conclusioni, le società hanno deciso di rivedere temporaneamente l’attuale struttura e di ridimensionarne le attività”, hanno aggiunto, precisando che i circa 400 dipendenti della joint venture saranno “riassegnati, in linea di principio, alle società madri e alle entità collegate, tenendo conto delle loro preferenze individuali”.
Per ora, però, Sony Honda Mobility non sparirà completamente: le aziende partner non intendono disperdere quanto di buono è stato raggiunto dall’avvio delle attività, nel settembre del 2022, sul fronte dell’integrazione di tecnologie, competenze e capacità di sviluppo. Honda e Sony hanno infatti sottolineato l’intenzione di rimanere “fedeli ai principi stabiliti al momento della creazione della joint venture: contribuire e guidare l’evoluzione della mobilità”. “In prospettiva, tenendo conto del mutato contesto di mercato, le tre aziende prevedono di proseguire il dialogo sulla forma ottimale di collaborazione, con l’obiettivo di apportare nuovo valore all’esperienza utente attraverso il software, in previsione di un’era in cui i sistemi avanzati di assistenza alla guida diventeranno la norma”, hanno aggiunto, senza fornire dettagli più precisi.
Alla fine, è molto probabile che vengano confermate le indiscrezioni del Nikkei sulla possibilità che Sony e Honda si limitino a utilizzare la joint venture per valutare l’applicazione di quanto finora sviluppato al di fuori del segmento dei veicoli elettrici. A partire da alcuni dispositivi tecnologici progettati per l’Afeela 1, tra cui un assistente vocale basato sull’intelligenza artificiale e funzionalità audio dedicate all’auto. In altre parole, Sony Honda Mobility non sarà più una società di sviluppo e produzione di auto elettriche, ma un piccolo laboratorio focalizzato su soluzioni informatiche per la guida assistita e autonoma.
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