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Nissan Juke R 2.0
Banzaiii!

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Mentre una Nissan Juke larga quanto una petroliera sfreccia soffiando e sbuffando come un’ossessa dagli scarichi, sul piazzale alla mia sinistra, a qualche centinaia di metri, un’altra Juke, una Nismo RS, stride dondolando come se fosse guidata da rapinatori. Ma gira in tondo, facendo drifting su un piazzale. Ancora: una Qashqai coi vetri ricoperti di plastica nera aggira coni di gomma in uno slalom. Anche se, come scoprirò più tardi, chi la stava guidando osservava tutto dalle camere interne, che grazie alla modalità surround permettono di vedere ciò che ti circonda. A 360°. Sembra di essere in una fantastica gabbia di matti, dove ciò che conta è divertirsi.

Un trapianto di potenza. Io però son qui per provare la regina madre di queste follie, ovvero la Nissan Juke R 2.0. Come molti di voi ricorderanno, poco tempo fa la Nissan provocò l’establishment automobilistico con un trapianto d’organi che neppure Mary Shelley avrebbe saputo immaginare. Quell’esperienza, però, servì a rafforzare nell’opinione pubblica l’idea che la Nissan: A) aveva una supercar esagerata alla quale espiantare gli organi (la GT-R, ndr); B) aveva un comparto ingegneristico capace di affrontare ogni situazione. Compresa quella d’infilare una meccanica V6, integrale, da 545 CV in una mini Suv di quattro metri. Ma servì anche a un’altra cosa: far venire l’acquolina in bocca a tanti aspiranti possessori di supercar sparsi nel pianeta; gente che, collezionando le solite Supercar, non vedeva l’ora di avere qualcosa di unico. Come una Juke che, sputando fiamme e gas dagli scarichi, saprebbe come mettere in riga più bolidi di una Ferrari 458. Così eccomi qui, a Silverstone (quartier generale della Nissan Europa se si parla di "divertirsi"), ad aspettare il mio turno per provare questa anteprima assoluta: la Juke R 2.0, stavolta con 600 CV. Questa superJuke è l’esasperazione in salsa Suv di un concetto che piace a tutti gli automobilisti che si rispettino: la piccolina dopata a più non posso e in grado di battere auto molto più grandi di lei.

Due chiacchiere con Tom Snowball. Mentre aspetto parlo con l’uomo che, per conto di Nissan Europe, è stato il responsabile del trapianto della meccanica di una GT-R Nismo sulla scocca di una Juke. “La cosa più difficile”, spiega, “non è stato tanto il fatto di unire la meccanica: in fin dei conti si è trattato di prendere una scocca senza pianale di una Juke e vestire la meccanica accorciata di una GT-R; il lavoro complesso è stato quello di unire la meccatronica di una Supercar (centralina motore, cambio, sensori ESP ecc, ndr) con l’elettronica di una Juke”. Tom è il classico ingegnere "un po’ matto": età compresa fra i 30 e i 40 anni, con lo sguardo assente delle persone i cui pensieri volano sopra le nuvole. Me lo immagino a creare codici al computer, di notte, per far comunicare centraline nate per gestire il sussulto di una sospensione su un cordolo con altre realizzate con lo scopo di rendere più soffice lo spegnimento di una luce della plafoniera quando chiudi la porta per andare a far la spesa… Perché, come dice l’ingegnere della RLM (l’azienda cui la Nissan Europe affida gran parte delle attività del Motorsport in Europa, ndr): “Questa Juke è perfettamente funzionante, non è un prototipo come la prima Juke R del 2012”. Intanto davanti a me s’è materializzata la "belva". Un team d’ingegneri controlla le gomme poi mi aprono la pora e mi fanno segno di entrare. Il cruscotto è quello della GT-R installato sulla plancia di una Juke. Idem la consolle centrale, col classico monitor la cui grafica è stata sviluppata in Polyphony dal team che sviluppa il gioco-cult GranTurismo. Dentro (Alcantara, sedili sportivi e dettagli di cui sopra a parte) è davvero come una Juke normale: la ‘R 2.0’ è incredibile, un Frankenstein a quattro ruote. L’unica differenza evidente è lo scorcio di RollBar che devi sormontare quanto entri dentro: la combinazione fra trazione 4x4, 652 Nm e 600 cv doveva essere sostenuta così.

Come va. Entro in pista e la faccio breve: avete in mente la spinta e quella vaga sensazione di teletrasporto che dà la GT-R? Eccole, sotto le mie mani. Con qualche chiletto in meno e un punto di vista più alto. La frenata è sensazionale, l’inserimento repentino e, con l’Esp, la gestione della superpotenza non è troppo impegnativa. L’elettronica ‘taglia" molto in uscita dalle curve perché l’assetto alto e la pianta (quasi) quadrata non aiuterebbero a gestire in modo elegante i sovrasterzi. Ma il grip e la precisione di guida paiono addirittura superiori rispetto a quelli della già incredibile GT-R Nismo (che ho guidato poco fa). Dopo quattro giri spesi a cercarne i limiti, il copilota al quale il reparto esperienze della Nissan mi ha affidato mi dice di fermarmi. Penso che tutto sia finito mentre, dopo avermi fatto raffreddare l’auto, mette l’ESP in modalità più aggressiva (o meglio, meno presente) e mi dice di divertirmi. Sì, ora la Juke R 2.0 scoda di più in uscita dalle curve diventando un razzo anche in questi frangenti. Splendida, folle. Assurda. Come l’esperienza che, oltre a me, potranno vivere altre 17 persone visto che Nissan ha dato il via alla produzione di questa Juke R 2.0 solo per un numero limitatissimo di pezzi da 500 mila euro l’uno. Lo sfizio degli sfizi.

Marco Pascali - TopGear ITA

(servizio ripreso da TG94)

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